Quasi una settimana fa Apple e Bose avevano ritrovato un'apparente pace dopo alcuni mesi di baruffe legali. Si tratta però di un armistizio esclusivamente giudiziario, dal momento che una delle indiscrezioni sul rapporto non più idilliaco tra le due aziende è stata confermata: i prodotti Bose sono scomparsi dall'Apple Store online statunitense e simile fato toccherà a breve presso gli altri Store internazionali nonché quelli fisici.

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La conferma è arrivata qualche ora fa sulle varie testate di settore, tra cui 9to5Mac. Tra le motivazioni principali veniva menzionata la causa intentata da Bose; infatti, i rumors sul termine della commercializzazione erano emersi pochi giorni prima dell'accordo extragiudiziale. In realtà la scelta non è per forza dettata da qualche particolare ripicca, nemmeno in merito all'accordo esclusivo tra Bose e la NFL. Più semplicemente, Apple intende dare il massimo spazio alla sua neo-acquisita Beats, tagliando il più possibile lo spazio ai concorrenti nei suoi Store. Al momento, sullo Store italiano gli accessori Bose sono ancora presenti, ma tutti in stato di non disponibilità. Stessa situazione anche in UK, Francia, Spagna e Germania: troppo per definirla una mancanza temporanea. È altrettanto lecito pensare che questa possa essere una prova generale per future rimozioni eccellenti.

Un modello valido solo per l'audio? A quanto sembra no, perché il prossimo settore è quello degli indossabili. Stando alle informazioni raccolte da Re/code, l'apripista qui sarebbe FitBit. Anche qui, vi sarebbe un potenziale fattore tecnico ad accomunare quello commerciale: il famoso produttore di bracciali smart con funzionalità per il fitness non sembrerebbe convinto da HealthKit, limitandosi per ora a generiche valutazioni in corso. Situazione che potrebbe essere sufficiente affinché i suoi accessori siano i primi a lasciare maggiore spazio negli Store all'Apple Watch nel 2015. La strategia adottata in quel di Cupertino appare aggressiva, volta sia alla valorizzazione/protezione dei propri prodotti sia alla massimizzazione dei profitti dovendoli spartire con meno fornitori, prospettandosi positiva già dal breve termine. Vedremo quali saranno le prossime mosse in merito.