Google ha appena annunciato ufficialmente la sua nuova lineup di prodotti Nexus, con una piccola novità, il Player, accanto ad Android 5.0 Lollipop.

Nexus-Family

Android Lollipop, già annunciato alla scorsa Google I/O Conference, porta con sé notevoli miglioramenti, soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico con Project Volta, e una nuova interfaccia grafica chiamata Material Design, più flat della precedente ma anche molto più colorata e, sulla carta (non avendola ancora testata personalmente) più funzionale, destinata ad uniformare la user experience su ogni terminale. Android 5.0 sarà disponibile entro la fine del mese per i telefoni Nexus 4 e 5, I tablet Nexus 7 (sia 2012 che 2013) e 10 e per la gamma Google Play Edition, mentre i possessori di altri terminali dovranno aspettare che i produttori rilascino l'aggiornamento per i propri modelli. Motorola ha già assicurato Lollipop per la sua gamma 2013 e 2014, con tempistiche da definire. Gli sviluppatori potranno mettere le mani su nuove immagini di sistema il 17 ottobre, dopodomani.

Proprio attorno ad Android Lollipop è stato costruito e progettato il nuovo Nexus 6, lo smartphone successore del magnifico Nexus 5. Come il suo predecessore, prodotto fa LG e derivato dal G2, il Nexus 6 è prodotto da Motorola e sembra essere derivato dal nuovo Moto X, ma con un display da 6 pollici Quad HD, una fotocamera posteriore con flash led circolare da 13 mega pixel e due altoparlanti frontali. Il nuovo Nexus è il primo phablet di Google che ha scelto di optare per una diagonale maggiore rispetto a quella di iPhone 6 Plus e del Samsung Note 4. Il terminale sarà disponibile sul Play Store (non sappiamo se anche in Italia) dal 29 ottobre, mentre nei negozi fisici dal 3 novembre. Si parte da 649 per il modello da 32GB per arrivare a 699€ nel taglio da 64GB. È interessante notare come Google abbia abbandonato LG per realizzare un terminale proprio con la società acquistata e rivenduta qualche mese dopo a Lenovo. Una piccola chicca: Motorola includerà nella confezione il suo Turbo Charger che permetterà di donare al telefono una autonomia di 6 ore in soli 15 minuti.

Ovviamente, Google ha annunciato anche il suo nuovo tablet, il Nexus 9, realizzato assieme ad HTC: la cornice attorno al display è in metallo, per renderlo più resistente, mentre il retro è in policarbonato. Lo schermo ha una diagonale di 8.9" che, secondo Google, è ottimale sia per poter usare il tablet tenendolo con una mano sia per poterci lavorare senza problemi. Ha un processore Nvidia Tegra K1 64-bit dual-core da 2,3GHz con 2GB di RAM. I tagli di memoria sono di 16GB e 32GB, quest'ultimo disponibile anche con LTE. Possiede Wi-Fi 802.11ac con Bluetooth 4.0 ed NFC, nonché una porta micro USB 2.0. La fotocamera principale è di 8MP con sensore BSI, apertura f/2,4 e video 1080p, mentre quella frontale di 1,6MP, sempre BSI, con registrazione video 720p. Caratteristica tipica di HTC il doppio altoparlante BoomSound. Sarà, inoltre, disponibile una tastiera magnetica da agganciare al Nexus 9 per poterlo utilizzare come se fosse un laptop, alla stregua della linea Surface di Microsoft. Il prezzo previsto è di 399€ per la versione Wi-Fi da 16GB, 489€ per quella da 32GB e 569€ per la 32GB con LTE, la data di rilascio è la stessa del Nexus 6.

Infine, Big G ha annunciato una succosa novità: il Nexus Player, il primo vero esempio di Android TV. Il Player è di colore nero ed ha una forma circolare (il che lo rende abbastanza simile nel design alla Apple TV) ed è realizzato in collaborazione con Asus. A differenza di Chromecast, permetterà di installare app ottimizzate per l'utilizzo con la TV che potranno essere controllate da dispositivi Android o con il telecomando incluso. Infine, per venire incontro alle esigenze dei casual gamer o degli amanti del retrogaming, sarà a disposizione come accessorio un joypad. Almeno per ora, la disponibilità non sembra prevedere uno sbocco internazionale. Se il Nexus Player dovesse diffondersi, potrebbe davvero rivoluzionare il modo di intendere l'intrattenimento casalingo, a discapito della Apple TV che, a meno di sorprese impreviste durante il keynote di domani, risulterà sempre meno appetibile, sia per il profilo hardware che quel quello software.