Qualche giorno fa, in una pubblica intervista al Vanity Fair New Establishment Summit, Jonathan Ive, VP per il design industriale di Apple, aveva velatamente rimproverato la concorrenza cinese di copiare spudoratamente le linee dei prodotti che lui stesso disegna, nonché della UI di iOS.

xiaomi-mipad-vs-iphone-5c

La frecciata, ovviamente, era rivolta a Xiaomi, società cinese leader nelle vendite di telefonini nel proprio paese e che, accanto ai classici terminali flagship ed entry level, produce anche dispositivi come il Mi4, curati nei materiali e nelle caratteristiche hardware. Certo, il design è chiaramente ispirato a quello di Apple e Lin Bin, CEO di Xiaomi, ha ben pensato di spostare il problema dalla copia dell'industrial design all'elogio dell'esperienza complessiva offerta dai propri prodotti, invitando chi critica i suoi dispositivi a testarli personalmente, mettendosi in prima persona a disposizione per l'invio di alcune unità di test.

I plagi, comunque, sono spesso evidenti in tutta la linea Xiaomi (si pensi al Mipad, tablet dal design mutuato dall'iPhone 5C) e persino la MiUi, rom Android fra le più apprezzate, richiama molto da vicino il flat design di iOS 7 e 8. Ovviamente, non è solo Xiaomi a ispirarsi all'industrial design di Apple: si pensi al Samsung Galaxy Alpha, terminale che ricorda chiaramente lo stile di iPhone 5 e 5S o il primo Galaxy S che mutuava le linee (e il nome) dell'allora rivale 3GS.

Per quanto Ive possa essere stato diretto e duro nei confronti di Xiaomi, vi è da dire che è giusto che Apple (ma, in linea generale, qualsiasi altra azienda) difenda la sua proprietà industriale a spada tratta (anche in vista del suo ingresso nel mondo degli accessori moda con Apple Watch), tanto nelle sedi giudiziarie quanto nella propria comunicazione, a qualsiasi livello questa venga svolta.