Si approssima la fine di un'era, a completamento di un tramonto iniziato già da diverso tempo. Uno degli appuntamenti storici relativi al mondo Apple, il Macworld, mancherà all'appello del 2015. Ad annunciarlo è l'omonima rivista, di proprietà della casa editrice IDG. Stesso fato anche per il sotto-evento iWorld, mentre altre conferenze secondarie, come MacIT, dedicato alle aziende, si terranno regolarmente secondo il programma già prestabilito per esse.

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Steve Jobs introdusse il primo iPhone proprio al Macworld 2007, svoltosi dall'8 al 12 gennaio di quell'anno. Dieci anni prima, sempre in occasione del Macworld, Jobs fece il suo primo keynote dal ritorno in Apple. Altre presentazioni di rilievo legate all'evento furono Mac OS X nel 2000, iTunes nel 2001, Safari nel 2003, Mac mini nel 2005, i primi iMac con processori Intel nel 2006 e il MacBook Air nel 2008. Il Macworld di gennaio era per tutti coloro che seguivano Apple una sorta di "iCapodanno", in cui l'azienda si mostrava ufficialmente come poche altre volte nel corso dei successivi mesi. Una tradizione che si interruppe a dicembre 2008, quando Apple annunciò che l'evento del 2009 sarebbe stato l'ultimo a cui avrebbe partecipato ufficialmente, preferendo passare a un'organizzazione in proprio totale dei keynote senza appuntamenti prefissati eccetto WWDC. Dal 2010, lo spostamento a febbraio prima e marzo poi, e il conseguente declino sia per importanza che per partecipanti, fino alla decisione di poco fa.

Ufficialmente, si tratta solo di un'interruzione, che tiene aperta la porta per un ritorno. Ma le premesse per quest'ultimo appaiono abbastanza scarse, anche alla luce del drastico ridimensionamento della rivista Macworld negli USA, con la chiusura delle edizioni cartacea e digitale nonché il licenziamento di gran parte della redazione, lasciando solo i membri strettamente necessari per mantenere attivo il sito web in una forma ridotta. Le poche edizioni internazionali rimaste, ad eccezione di quella italiana che ha cessato attività già da un po', proseguono senza variazioni, almeno per ora. Un'epoca che di fatto finisce, proprio alla vigilia del suo trentennale, con un po' di nostalgia da parte degli utenti Apple di lunghissimo corso, e chissà, magari pure della stessa Apple.