Spesso nel settore si scontrano diverse opinioni sull'iPhone 6, che siano addetti ai lavori anche di spicco o che si tratti di comuni utenti come noi. C'è chi lo ritiene il migliore della sua categoria, chi invece lo ritiene inferiore ad altri top di gamma. Ma se tra gli estimatori vi fosse qualcuno che nella sua carriera ha tutto fuorché avuto relazioni amichevoli col Melafonino? Quel qualcuno non è un nome a caso: si tratta di Hugo Barra, che di queste cose bisogna dire se ne intende parecchio.

hugobarra

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Fino a settembre 2013, mese in cui passò nelle fila della cinese Xiaomi, Barra era il vicepresidente della divisione di Google dedicata ad Android. Un personaggio che per anni si è confrontato direttamente con la piattaforma iOS, contribuendo insieme al resto del team guidato da Andy Rubin prima e Sundar Pichai poi a portare rapidamente il robottino verde da alternativa a capolista. Oggi la sua sfida prosegue, spostata però dal software all'hardware. Alla conferenza WSJD Live, Barra ha rappresentato in maniera diretta Xiaomi, non mancando comunque di esprimere opinioni più personali che aziendali. Incalzato sulla questione copia sollevata da Jonathan Ive e già controbattuta dall'azienda cinese, Hugo ha risposto con quello che possiamo definire un mix di diplomazia e rispetto dell'avversario: "L'iPhone 6 è lo smartphone più bello mai fatto". Nessuna volontà di sfottò, ma una sincera considerazione propria, rara di questi tempi da vedere in entrambi gli schieramenti.

Ciò non significa però che siano state risparmiate punzecchiature, legittime e prevedibili considerata la sua posizione di vicepresidente International e figura pubblica per Xiaomi. Ritiene il design dell'iPhone 6 di ispirazione HTC, cosa che effettivamente non è l'unico ad aver sostenuto. Quella che potremmo vedere come una frecciata più diretta ad Ive è nel punto in cui discute dell'estetica attuale di smartphone e tablet: tutti vengono ispirati da grandi prodotti ed è pressoché impossibile vederne uno che va davvero fuori dal coro. Per quanto non sfugga a questa regola, però, a sua detta il tocco di Apple rimane "incredibile" e lo stesso vale pure lato software; il fatto che iOS vada a prendere spunto da Android non è da vedersi come un male per il mercato, anzi è l'opposto quando al contempo l'implementazione nel sistema 'copione' viene migliorata.

Questa filosofia di ispirazione/miglioramento è sposata anche da Xiaomi, che Barra difende invitando i detrattori a dare un'occhiata più profonda allo sviluppo dell'azienda prima di accusarla di furto di idee. Anche perché le similitudini tra questa crescente realtà asiatica ed Apple finiscono qui: gli utenti dei prodotti Xiaomi non vengono definiti clienti, ma fan, e hanno la possibilità di sottoporre i loro suggerimenti in maniera diretta all'azienda attraverso un forum dedicato. Niente larghi profitti, si vende al costo o quasi e si sfrutta il passaparola sui social network come canale pubblicitario preferenziale invece che spot o altre forme di annunci. Un profilo ben diverso da quello adottato a Cupertino, quindi. A livello di design, ammette che c'è ancora da fare, soprattutto considerata la relativa giovinezza di Xiaomi, ma si arriverà al salto di qualità definitivo. Difficile dubitare che avverrà, si tratta di una situazione già vista in altri ambiti, in particolare le auto dove l'Asia ha iniziato più tardi rispetto all'Occidente recuperando man mano che aumentavano esperienza e fiducia nei propri mezzi. Per quel che riguarda smartphone e tablet, peraltro, abbiamo già esempi come Huawei e Lenovo a dimostrare quanto la Cina sia ormai prossima ai livelli dei brand più blasonati.

Tutti i pareri di cui abbiamo parlato sopra faranno sicuramente discutere, dividendo la platea virtuale tra chi apprezzerà la franchezza mostrata durante l'intervista e chi invece riterrà il tutto un j'accuse contro Apple. A prescindere da ciò, c'è una cosa che possiamo dare per certa: in futuro di Hugo Barra e Xiaomi sentiremo parlare ancora, e tanto.