revolv

A gennaio di quest'anno Google ha acquisito Nest, azienda specializzata nella realizzazione dell'omonimo termostato intelligente. A giugno Nest ha comprato Dropcam, una startup che ha ideato delle interessanti videocamere controllabili da smartphone. Il fatto che l'acquisto non sia stato eseguito direttamente da BigG, ma sia passato attraverso Nest, ha lasciato intravedere l'intenzione di creare un polo incentrato sulla domotica con il marchio Nest. In effetti questa impressione viene confermata anche oggi dall'acquisto di Revolv, perfezionato ancora una volta da Nest. Revolv ha creato un dispositivo che consente di controllare con lo smartphone serrature, illuminazione, musica, termostati e qualsiasi altro dispositivo predisposto per la domotica. Con un'app si riescono a creare profili personalizzati, così la casa può, ad esempio, prepararsi ad ospitarci al nostro rientro. Revolv poteva essere acquistato direttamente dal sito del produttore, dove oggi si legge il seguente messaggio:

Vogliamo condividere con voi una novità esaltante. Revolv è adesso una compagnia di Nest. Siamo stati ispirati da Nest fin dalla nostra fondazione e siamo emozionati di far parte di questa famiglia. Insieme creeremo prodotti fantastici e continueremo a rendere connesse le abitazioni come parte del programma "Works with Nest".

Sembra sempre più chiara l'intenzione di Google di concentrare tutti i dispositivi legati alla domotica sotto il marchio Nest, creando nel medio termine un'azienda fortemente specializzata in questo settore. Probabilmente è stato riconosciuto il valore degli uomini di Nest, lasciando a loro il timone, ma sembra anche una strategia mirata a separare la domotica dal proprio core business. Una mossa del genere potrebbe avere un senso anche dal punto di vista del marketing, perché BigG è sempre di più nell'occhio del ciclone per via delle informazioni che colleziona sugli utenti ed è facile immaginare che non tutti sarebbero felici di farla entrare anche nella propria casa. In quest'ottica puntare su un'azienda diversa, anche se controllata sempre da Google, potrebbe avere un valore sul piano dell'immagine.