La settimana del Ringraziamento statunitense non lascia grande spazio alle notizie, tutto si ferma, lasciando relativamente poco di importante a livello di notizie. Per fortuna, tra un tacchino e l'altro, qualcosa arriva sempre a ricompensare l'attesa, in questo specifico caso grazie al Giappone. Ieri TechCrunch ha parlato di un interessante brevetto Nintendo che potrebbe riaprire le porte alla legalizzazione di un ambito finora poco considerato in via ufficiale.

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L'emulazione della storica piattaforma Game Boy non è per nulla nuova, già da molti anni esistono community e applicazioni PC/Mac dedite allo scopo; anche nella scena jailbreak di iOS c'è molta attività, mentre nell'App Store rientra tra le categorie vietate, seppur qualcuno riesce almeno per un po' di tempo a nascondere un emulatore funzionante all'interno di apps con tutt'altro scopo apparente. Su Android c'è maggiore libertà, almeno sul piano tecnico, ma anche in quel caso non si tratta di soluzioni proposte col benestare di Nintendo. Essa ha finora mostrato un approccio poco concessivo, soprattutto, inutile nasconderlo, a causa della forte pirateria che quasi sempre si accompagna a tali software. Non è certo una questione di poterlo fare, dal momento che la stessa Nintendo provvede a dotare il 3DS dell'emulazione Game Boy, bensì di volerlo fare su altri dispositivi. Certo, si può cercare un Game Boy usato oppure acquistare appunto un 3DS, ma non è la soluzione più comoda per chi vorrebbe tutto in un unico prodotto e sarebbe disposto a pagare per godersi di nuovo i vecchi titoli.

La proprietà intellettuale emersa nelle scorse ore appare alludere proprio a ciò: un emulatore ufficiale per varie tipologie di device, inclusi i telefoni. Non è una nuova registrazione, ma l'aggiornamento di una già esistente, indice che quantomeno a livello di concetto Nintendo ci sta pensando su. Potrebbe diventare realtà commerciale come potrebbe rimanere idea sulla carta, ogni possibilità è aperta. Qualora avessero intenzione di fare sul serio, c'è da scommetterci che l'approdo di tale applicazione sullo Store, previo ricco set a disposizione di giochi acquistabili in-app o con altro metodo, avrebbe tutto ciò che le occorre per diventare un rapido successo.