Non abbiamo paura di dirlo: se fino a 3 anni fa qualcuno ci avesse detto che Nokia poteva essere superata da Apple nelle vendite mondiali di telefoni, forse avremmo chiuso in modo frettoloso il discorso come altamente improbabile. E invece, Gartner mostra che ciò non solo è probabile, ma potrebbe davvero accadere nel giro di qualche trimestre al massimo. A conferma degli ottimi dati di vendita già mostrati da Kantar questi ulteriori risultati mostrano pienamente l’effetto che iPhone 6 e 6 Plus hanno suscitato nei mercati mondiali.

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Il dominio di Samsung continua ad essere solido, sebbene abbia accusato una perdita di quote di mercato, ora al 20,6%, nel terzo trimestre 2014 comparato allo stesso periodo di un anno fa. Ben più pesante il bollettino per Nokia, che scende sotto la doppia cifra, al 9,5%. La transizione per certi versi ancora in corso della divisione dispositivi a Microsoft e i movimenti forse fin troppo concentrati sulla fascia bassa appaiono pesare sul saldo mantenimento della seconda posizione. Dietro c'è proprio Apple, che invece sorride grazie al salto dal 6,7 all'8,4%. Più distanziate troviamo dietro LG e Huawei, anch'esse in crescita seppur più lieve. Per quanto notevole l'andamento positivo dell'azienda di Cupertino, però, sembra che non abbia poi preso tutto ciò che Samsung e Nokia hanno lasciato per strada. I marchi cinesi, più l'indiana Micromax, sono in forte crescita, con la maggiore miglioria commerciale in Xiaomi. Nel giro di 365 giorni è balzata da un minuscolo 0,8% di marketshare al più degno di nota 3,5%, di fatto quasi triplicando il totale di unità vendute!

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I dati si fanno ancora più impressionanti se togliamo dal computo qualsiasi dispositivo cellulare che non abbia funzionalità smartphone. Nokia sparisce del tutto, diventando un po' tristemente semplice parte del generico risultato "Others" che raccoglie tutti quei marchi che da singoli non hanno quota di mercato ragguardevole. Samsung rimane prima ma con una sonora caduta al 24,4%, con Apple che le sta dietro ma senza davvero approfittarne in sostanza. E riecco Xiaomi che col suo 5,2% ha ormai agguantato Huawei in appena un anno. Non c'è che dire, il lavoro dell'azienda che ha tra le sue fila Hugo Barra sta dando i frutti e anche a ritmi quasi folli, oseremmo dire. Va detto ad onor del vero che, almeno per ora, il maggiore contributo arriva dal mercato di casa, la Cina, dove il produttore è balzato in testa. Ma ciò non sminuisce affatto i risultati raggiunti. L'eventuale secondo posto di Apple, qualora Microsoft non riuscisse a tenerlo per sé, sarebbe dunque già in pericolo non appena guadagnato. Una situazione che non farebbe tanto tremare in California, quanto in Corea del Sud.

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Guardando alle piattaforme software, non ci sono di fatto grandi novità. Android cementa sempre più la sua posizione dominante di mercato, lasciando ad iOS le briciole, per quanto esse siano senza dubbi succulente a sufficienza per i profitti di Apple. La leggera crescita delle unità non aiuta Windows Phone che perde complessivamente terreno, mentre BlackBerry sembra sempre più destinata a inglobarsi nella voce "Others".

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Dalla Cina con furore, come già avevamo scritto a fine luglio. Ma forse un furore di così tale portata era difficile da immaginarlo soprattutto per le tempistiche velocissime. Questi dati relativi al terzo trimestre rappresentano un ottimo antipasto di quelli che racconteranno la parte finale del 2014, includendo anche Black Monday, Cyber Friday e acquisti delle festività. Meglio che per il 2015 Samsung includa tra i suoi propositi un forte rafforzamento della sua trincea tecnico-commerciale.