Proseguiamo la serie dedicata al 2014 di Apple, inaugurata ieri con l'hardware, con la seconda parte, tutta dedicata a software e servizi. Anche in questo ambito vi sono state molte novità, ma non sempre ogni cosa è filata proprio liscia. Inoltre l'anno trascorso ha rappresentato per alcuni servizi un periodo di transizione in vista delle vere novità previste per il 2015. Iniziamo coi sistemi operativi e più nello specifico dal più storico, il cuore di ogni Mac a partire dal 2001.

OS X

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Per OS X è stato un buon anno. Yosemite è stata una release molto critica, nel senso della difficoltà, in quanto ha portato sui computer Apple l'aspetto "flat" che contraddistingue iOS 7 e 8 col rischio di rivedere le stesse negatività, almeno iniziali, già occorse per i sistemi mobili. Il risultato è invece ben riuscito per la maggioranza degli utenti, dando a OS X un aspetto più fresco e moderno, senza snaturarlo dalla sua natura tradizionale di sistema desktop. Forte concessione ad effetti e trasparenze, predominanza al contenuto delle applicazioni, integrazione dei nuovi elementi in un contesto d'uso già radicato: da questo punto di vista la 10.10 non ha deluso. Aggiunte di rilievo come Continuity insieme ad altre minori come Mail Drop e Markup hanno fatto il resto.

Eppure non tutto va come dovrebbe. Essere esente da bug è impossibile per OS X e più in generale per qualsiasi sistema operativo. Tuttavia i cicli di sviluppo accelerati stanno effettivamente mostrando il loro conto, con un maggiore numero di problemi, piccoli e grandi, da risolvere. Tanto sui forum specializzati quanto sui social network, tra gli utenti vi è la percezione media di un calo di qualità per i prodotti software Apple. Chi pensa che con Jobs ciò non sarebbe successo si sbaglia: questo è il principale lato negativo dei rilasci annuali, a prescindere da azienda e CEO coinvolti. Si arriva ad auspicare un nuovo Snow Leopard, una 10.11 che dia priorità alla risoluzione delle falle, al miglioramento delle prestazioni piuttosto che a nuove funzionalità lato utente. Ma i tempi erano decisamente diversi, c'era più tempo e anche più calma nel preparare i rilasci. Riusciremmo davvero ad accettare nel 2015 una versione di OS X pressoché priva di aggiunte di rilievo in favore di una maggiore qualità generale? Meglio intanto pensare alle questioni più urgenti con l'imminente 10.10.2.

iOS

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Discorso ben diverso per iOS, che nel suo settore così movimentato non può nemmeno pensare di fare una "pausa di riflessione". E sì che non gli mancano i problemi da risolvere, soprattutto coi dispositivi più anziani tra quelli supportati. L'unica speranza è riposta negli aggiornamenti minori, che stanno arrivando con una buona cadenza. Uno scenario ben diverso della scorsa versione, dove la 7.1 è stata attesa per troppi mesi. Sempre rispetto a iOS 7, l'ottavo rilascio mostra tutti i segni di un prodotto più maturo, che si è abituato alla sua nuova veste e ha provveduto a ritoccare dove la transizione era meno riuscita. Tante novità, lato utente ma soprattutto lato sviluppatore, con l'aggiunta di SDK in accordo alle più recenti evoluzioni, come wearables e domotica. Per non parlare delle estensioni, che hanno dato una possibilità di intervento sul sistema mai concessa prima di allora. Insieme al supporto per le tastiere di terze parti, possiamo dire che rappresenta il riconoscimento da parte di Apple di non bocciare come nefasto tutto quello che viene offerto altrove, agendo di conseguenza per il beneficio complessivo di un più vasto bacino d'utenza.

Nel breve termine i riflettori sono tutti puntati su iOS 8.2, che avrà il compito di accompagnare Apple Watch e il suo SDK di riferimento, WatchKit, nella fase più importante, quella commerciale. Senza dimenticarsi di CarPlay, che nel 2015 vedrà le prime implementazioni di rilievo tra le principali case automobilistiche. Grande curiosità, infine, per le possibili sinergie col chiacchierato iPad Pro. Che possa arrivare la modalità side-by-side, attualmente nascosta e incompleta? Tutto nella lunga strada verso iOS 9.

iLife, iWork e applicazioni Pro

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Non c'è granché da dire sul versante delle app accessorie Apple, al di là del comparto fotografico di cui parleremo meglio tra poco. Il resto delle due ex-suite, che noi continuiamo a raggruppare per semplice comodità, gode di buona salute e miglioramenti graduali. Pages, Numbers e Keynote hanno ormai pressoché passato lo shock post-restyling del 2013, recuperando le funzionalità perdute. Procedono in una situazione tranquilla, a velocità controllata, nemmeno troppo disturbate dall'arrembaggio di Microsoft Office, quello vero, su iOS. Nemmeno per iMovie e GarageBand si segnalano movimenti di rilievo.

Momento solido anche per Final Cut Pro X e Logic Pro X, insieme ai loro accessori. Apple non fa mancare loro attenzioni periodiche, in particolare per la prima, il cui più recente aggiornamento è del 2 dicembre scorso con un buon numero di migliorie in dote. Anche in questo il caos dovuto alle features smarrite nella transizione tra versioni è ormai un ricordo quasi lontano.

Situazione alquanto strana per l'app fotografica, come anticipavamo poc'anzi. Ci ritroviamo in una terra di mezzo, con Foto che ha effettivamente preso il posto di iPhoto su iOS 8 mentre OS X dovrà attendere ancora un po'. Peraltro dopo il rilascio di Yosemite dal sito Apple sembra essere sparito ogni riferimento all'imminente passaggio, che coinvolge pure Aperture. Quest'ultimo, pur non più supportato, è ancora in vendita sul Mac App Store. Le ultime notizie su Foto per Mac risalgono a giugno: troppo tempo passato senza saperne meglio, e le voci non ufficiali su problemi organizzativi interni non rassicurano. Attendiamo comunque fiduciosi di ritrovarla in uno degli aggiornamenti successivi alla 10.10.2.

iCloud e iTunes

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La mossa più rilevante tra tutte nell'ecosistema dei servizi online Apple è di certo iCloud Drive, insieme all'SDK CloudKit per gli sviluppatori. Difficilmente strapperà grandi percentuali di utenti già accasati su Dropbox e simili, ma per coloro che hanno puntato o intendono puntare sulla piattaforma di Cupertino si tratta di un plus non da poco, che colma del tutto su OS X e in parte su iOS un buco mai sanato dopo l'addio al vecchio iDisk. Per completare del tutto occorrerebbe una via più comoda per la gestione sugli iDevices, qualcosa di simile a quanto già offerto nella versione web di iCloud. Non un Finder vero e proprio per iOS, basta qualcosa in grado di effettuare le operazioni basilari su file e cartelle nel proprio spazio sulla nuvola, esattamente come permettono di fare Dropbox, Google Drive e OneDrive. Altri buoni propositi per il 2015? Le Mappe, che hanno sì fatto progressi ma ancora è lunga la strada per portare il servizio alla maturità. Si spera che i pesanti scossoni che hanno interessato il team negli ultimi 12 mesi siano terminati, permettendo finalmente uno sviluppo più agevole. Ci piacerebbe non parlare più di profonda disorganizzazione.

iTunes e App Store procedono bene, ricevono periodicamente delle migliorie, come i bundle di applicazioni, ma il grosso del lavoro è già stato fatto negli scorsi anni. Permangono comunque delle criticità, due in particolare. La prima riguarda il rapporto con gli sviluppatori, di recente in un andamento vicino a quello delle montagne russe. Approva, rifiuta, riapprova: una situazione che non giova a nessuno, in primis ad Apple stessa, ed è per questo che speriamo per l'anno prossimo di vedere dei cambiamenti positivi per il regolamento degli Store. La seconda è tutta musicale. iTunes nel suo complesso va bene; iTunes nella sua parte più antica, quella del download, va male, rischiando nel lungo periodo di danneggiare anche le aree sane. Con iTunes Radio che non ha sortito gli effetti sperati, l'azienda ha trovato tra i buoni motivi per acquisire Beats il suo servizio di streaming. Ci si aspetta per Beats Music un futuro integrato in iOS e sotto l'egida di iTunes, riportandosi così ad armi pari contro i concorrenti, sia quelli vecchi sia quelli nuovi. Prima arriva, meglio è. Se sarà disponibile anche sulle altre piattaforme? In fase di acquisizione, da One Infinite Loop avevamo garantito il mantenimento del supporto, garanzia finora rispettata. Insieme al rebrand, però, le cose potrebbero cambiare anche in questo senso.

Terminiamo qui la seconda parte legata al 2014 di Apple, dove abbiamo affrontato l'ambito più virtuale di tutto il discorso. In generale con oggi termina la porzione dedicata ad Apple. Ma non la rubrica: la terza ed ultima parte tratterà delle sue principali concorrenti. Google, Microsoft, Samsung più altre che occorre tenere d'occhio. A presto su SaggiaMente.