Si avvicina sempre più la fine di questo 2014, che come i precedenti non ha risparmiato tante ottime novità dalle principali aziende tecnologiche. Non è ancora tempo dei bilanci conclusivi, ma dalle più recenti rilevazioni Kantar sembrerebbe proprio che Apple sia riuscita a far centro nel suo obiettivo di riguadagnare terreno perduto grazie ai nuovi iPhone 6 e 6 Plus. Anche l'Italia è tra i paesi in cui la tendenza negativa è stata ribaltata.

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Al 31 ottobre, infatti, il sistema operativo mobile di Cupertino è passato dal 10,1% dello stesso periodo nello scorso anno al 13,5%. Guadagna anche Android, passando dal 68,8% al 70,2%. Niente gioie invece per Windows Phone, che scende dal 16,1% al 13,8% e vede di nuovo iOS nei propri specchietti retrovisori; va però detto che la seconda posizione viene spesso scambiata tra i due sistemi nel corso dei singoli mesi, dunque la preoccupazione maggiore per Microsoft è più nella percentuale in sé, che nel 2014 ha osservato un trend alquanto lontano dall'eccellente progressione complessiva vistasi durante il precedente. Guardando invece all'Europa (includendo in questo caso anche Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna), Cook può essere ancor più contento, dato che iOS riesce nell'obiettivo di rosicchiare quote ad Android, pur rimanendo quest'ultimo largamente dominante: 20,7% (+5,7) contro 69,4% (-2,5). Windows Phone si piazza terzo all'8,7%, anch'esso in recessione (-1,3).

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Come fattore principale Kantar risalta proprio i modelli aggiornati di iPhone, che hanno risposto in modo soddisfacente a esigenze di mercato diverse rispetto a quelle dei predecessori. La variante da 4,7" appare in particolar modo quella preferita, lasciando al 6 Plus un ruolo più di nicchia, sebbene parliamo di una nicchia ricca. Android segue invece una flessione che pur non essendo analisti ci azzardiamo a definire fisiologica, in fondo con un gap così alto rispetto al più diretto inseguitore può essere sopportabile. Chi doveva necessariamente prendere peso era la società di Redmond, che come ulteriore volontà di rafforzarsi si è portata a casa pagando profumatamente la divisione dispositivi di Nokia. Certo non è da dare la colpa a questo che si può ancora definire un periodo transitorio, ma lo sbilanciamento nella gamma fin troppo a favore della fascia bassa si nota. Non sono certamente di aiuto i segnali poco incoraggianti pervenuti dai principali OEM (pensiamo alle recenti schermaglie giudiziarie con Samsung, ma pure e soprattutto alle pesanti affermazioni di Huawei), né tantomeno lo stato delle applicazioni ancora lontano dai maggiori contendenti.

Abbiamo dunque visto la fotografia del mercato scattata poco più di un mese fa. I dati finali, in cui rientreranno pure Black Friday, Cyber Monday e acquisti natalizi, riveleranno ulteriori sorprese? Tra alcune settimane otterremo risposta.