In fondo è anche questo un segno dei tempi che sono profondamente cambiati. Fino ad alcuni anni fa, la campagna pubblicitaria "Switch to Mac" coi due protagonisti, il goffo PC e il 'figo' Mac, era uno dei principali metodi di Apple per attrarre utenti Windows desiderosi di cambiare, rimarcando in quegli spot i principali punti di forza di OS X rispetto al grande rivale firmato Microsoft. A ciò si accompagnavano apposite guide, tutt'oggi esistenti e mantenute aggiornate. Ora il fronte è ben diverso, con l'azienda di Redmond passata alla controffensiva per convincere allo switch inverso, da Mac a PC. Una risposta che passa sia da pubblicità mirate sia da una vera e propria guida al passaggio.

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Il concetto rimane quello che ha contraddistinto il Surface Pro 3 sin dal suo debutto: porsi non come un semplice tablet, bensì come un'alternativa ai portatili ultrasottili in generale ma soprattutto al MacBook Air. La guida, indirizzata sia a chi ha deciso di fare il salto sia a chi sta prendendo in considerazione l'idea, si presenta con uno stile misto, richiamando almeno inizialmente uno stile grafico più tipico di Apple per poi passare in modo graduale a quello invece Modern che caratterizza Microsoft ormai da qualche tempo. 4 sezioni principali, ognuna che tratta una specifica parte del passaggio di piattaforma: le principali caratteristiche di Windows 8.1 con le similitudini e le differenze rispetto a OS X, una carrellata dedicata a come replicare sul Surface i comandi più frequentemente utilizzati sull'Air, lo spostamento dei propri contenuti dal vecchio al nuovo dispositivo e infine l'utilizzo di iCloud e degli iDevices in abbinamento al PC.

Al di là dell'orientamento di ognuno verso questa nuova iniziativa commerciale, da un punto di vista oggettivo la realizzazione è buona, riuscendo a spiegare in modo semplice l'esperienza d'uso del Surface, chiarendo cosa si può fare in egual modo e cosa invece richiede un cambio di approccio; altro punto positivo è che non spinge per forza al passaggio totale di piattaforma, non promuovendo né Windows Phone né i Lumia né tantomeno servizi come OneDrive, propone anzi di continuare a usare iCloud e iTunes in tutta tranquillità. Le procedure di trasferimento dati sono complete e prevedono sia una parte da compiere su OS X sia una da effettuare su Windows, una mano tesa tanto a chi è di ritorno quanto soprattutto a chi potrebbe arrivare sul Surface non avendo mai davvero utilizzato il sistema operativo Microsoft al di fuori del contesto lavorativo. Per quanto si tratta di casi relativamente rari, esistono e devono essere tenuti in considerazione.

Non mancano però punti meno riusciti, in cui un ambito specifico viene aggirato oppure schivato pressoché in toto. Un esempio del primo caso è nella sezione con le domande e risposte, dove alla domanda su come poter continuare a parlare coi propri contatti che dispongono di FaceTime e iMessage viene proposto Skype come soluzione. Senza dubbio si tratta di una proposta valida vista la sua natura multipiattaforma, ma non risponde davvero alla domanda base. Un utente non molto informato potrebbe pensare che stiano solo promuovendo Skype come alternativa, quando sarebbe invece una sostituzione effettiva visto che né FaceTime né iMessage hanno client per Windows. Il secondo caso riguarda invece le suite iLife e iWork, che per molti utenti Mac rappresentano un importante valore aggiunto: non vengono proposte controparti, limitandosi ad affermare che i formati proprietari generati dalle applicazioni di questi pacchetti non possono essere visti su PC e consigliando la conversione in altri formati leggibili da entrambe le piattaforme. Se per iWork non ci sono dubbi sulla controparte, per iLife il discorso non è altrettanto immediato, coinvolgendo pure terze parti.

Il punto interrogativo finale rimane comunque sempre lo stesso: riuscirà a convincere della bontà del Surface nei confronti del MacBook Air? Già di per sé, il compito datogli di trattenere potenziali switcher verso l'Air risulta difficile; qui si passa a tutt'altro livello ancora visto che prevede proprio lo switch da Mac a PC, evento che come sappiamo non ha di certo la stessa frequenza del verso opposto. In generale, la situazione che più vediamo profilarsi è il riaccendersi della storica diatriba tra le due parti opposte, con effetti pratici a favore di Microsoft ancora limitati e sonni tranquilli in quel di Cupertino. Rimane comunque un giudizio più provvisorio che definitivo su questa 'campagna acquisti', in attesa delle novità hardware e software da ambo i lati che fanno presagire un 2015 davvero molto interessante.