Nella giornata di ieri mi è capitato sott'occhio un articolo di RedmondPie in cui l'autore ha ripescato una intervista a Steve Jobs del 1996. Visto che avevo un po' di tempo disponibile ed ero alla ricerca di contenuti per il sito, ho letto il documento originario, ben 8 pagine di domande e risposte pubblicate su Wired. In particolare mi incuriosiva la visione di Jobs nel periodo in cui era da poco rientrato in Apple con l'acquisizione di NeXT e stava per dare il via alla scalata verso il successo iniziata con la presentazione dell'iMac due anni più tardi.

Steve-Jobs

Era un'epoca in cui internet era ancora una cosa per pochi e in un passaggio dell'intervista Jobs asserisce che "il web è ancora agli albori e non esistono esperti. Ci sono un'infinità di possibilità in questa cosa ed è meraviglioso". Tuttavia se si leggono con attenzione le sue parole si capisce chiaramente che almeno lui una visione ce l'aveva ed era anche incredibilmente precisa. Nel 1996 già parlava di "democratizzazione della rete" asserendo che "ognuno può diventare un publisher o un venditore", anticipando di fatto il successo di blog ed e-commerce. Il termine non era ancora stato coniato, eppure Jobs disse "se il web si prenderà anche solo il 10% del commercio del paese, sarà fenomenale e io penso che andrà molto oltre. Probabilmente diventerà una grande parte dell'economia". I dati attuali ci dicono che anche questa previsione era molto accurata, ma non è l'unica che emerge dall'intervista del 1996 su Wired. Sempre relativamente all'e-commerce sottolineò che "le aziende piccole potranno avere le stesse possibilità di presentarsi di quelle grandi", situazione che abbiamo rivisto negli anni attuali con la nascita di numerose realtà che producono e vendono i loro prodotti direttamente sul web e che ritroviamo anche nel fenomeno delle startup. Una cosa interessante è che Jobs credeva che il mondo dei computer desktop del periodo fosse un fallimento, perché "non si vedono vere rivoluzioni da anni". Probabilmente si riferiva anche alla stessa Apple, che dopo il Macintosh e senza di lui non era riuscita a fare nulla di meglio con l'interfaccia e i computer, tuttavia il vero obiettivo era il leader indiscusso di allora, ovvero Microsoft. Ogni volta che parlava dell'azienda di Redmond aggiungeva l'aggettivo "onnipresente", evidenziando un certo disprezzo verso il monopolio. La cosa bella del web, disse, è che "Microsoft non se ne può impadronire". Infine un altro passaggio che mi ha colpito riguarda l'archiviazione. "Oggi si devono gestire i file nel proprio storage, ma in futuro sarà quasi tutto web ed mail e i file non saranno più archiviati in locale, iniziando a vivere in modo connesso". In pratica nel 1996 Jobs aveva già delineato i contorni di quello che oggi conosciamo come "Cloud", anticipando anche la volontà di creare servizi "connessi" come iTool, .Mac, MobileMe e iCloud Drive. Spesso le persone ritengono che considerarlo un visionario sia eccessivo, eppure non c'è dubbio che più di ogni altro analista abbia dimostrato la capacità di anticipare le tendenze della tecnologia contemporanea.