Uno degli ambiti in cui Apple ha sorprendentemente mostrato negli ultimi anni le migliori doti è quello relativo ai System-on-Chip. A partire dall'acquisizione di P. A. Semi, l'azienda ha goduto di una grande indipendenza nella progettazione e nel design dei processori per i suoi iDevices, distinguendosi così dai concorrenti al di là della base comune, ovvero il set di istruzioni ARM. I risultati più recenti si sono visti nell'architettura Cyclone, la prima a 64-bit per smartphone e tablet, che pure grazie al contributo dell'ottimizzato iOS ha spesso mostrato ottimi risultati nelle prove contro processori all'apparenza molto più carrozzati a livello di forza bruta, ossia core e frequenze. Le risposte però sono ormai già in campo oppure in arrivo imminente: stiamo parlando rispettivamente di nVidia Tegra K1 "Denver" e Qualcomm Snapdragon 810.

nvidiategrak1denver

La prima è in uso nel nuovo Nexus 9, sviluppato da Google e HTC. La scelta commerciale adottata da nVidia è piuttosto curiosa, perché la serie Tegra K1, presentata al CES 2014, comprende pure un System-on-Chip quad-core a 32-bit basato sull'architettura Cortex-A15 fornita da ARM, pressoché privo di personalizzazioni. "Denver", invece, è stata sviluppata autonomamente, pur rimanendo compatibile con le istruzioni base ARMv8. Contrariamente all'approccio visto da altre che hanno riempito di core le loro proposte, qui ci si avvicina di più al metodo Apple, prediligendo due soli nuclei ma ben sviluppati. La frequenza massima è di 2,5 GHz, con doppia cache L1 da 128 kB per istruzioni e 64 per dati affiancata da una cache L2 da 2 MB. Tra le principali caratteristiche, interessante è quella chiamata Dynamic Code Optimization, che raccoglie le funzioni software più frequentemente utilizzate trasformandole in micro-operazioni ottimizzate e conservate per il riutilizzo all'interno di una porzione della memoria di sistema pari a 128 MB. Il risultato porta benefici sia per prestazioni che per consumi. Lato GPU, ne troviamo una appartenente alla famiglia "Kepler" dotata di 192 core. Sono supportate le versioni più recenti delle librerie grafiche OpenGL e DirectX e non manca l'output a risoluzione 4K.

Come si comporta all'atto pratico? Le potenzialità sono tante, ma probabilmente ci vorrà ancora un po' affinché vengano sfruttate in modo adeguato dal software. Nei test di Anandtech sul Nexus 9 si può infatti vedere come il Tegra K1 "Denver" abbia dato risultati altalenanti, in alcuni casi avvicinando se non addirittura superando l'A8X a triplo core dell'iPad Air 2, in altri faticando anche contro il K1 a 32-bit. Decisamente più costante la grafica, dove si pone sempre in competizione diretta con le GPU PowerVR presenti nel SoC Apple. Si vedrà se in futuro con aggiornamenti di sistema "Denver" avrà la possibilità di esprimere il suo potenziale in pieno, tenendo però presente che il discorso è valido pure per i prodotti di Cupertino.

snapdragon810

E se fosse invece lo Snapdragon 810 la vera arma anti-A8? La soluzione di Qualcomm è più aderente al design di base targato ARM, in questo caso della serie Cortex-A5x. La CPU è a 8 core, ma con un trucco già visto da Samsung: solo 4 sono i nuclei sviluppati in Cortex-A57, la variante tecnologicamente più potente, mentre gli altri 4 sono Cortex-A53, di fascia minore. Non occorre però esserne dispiaciuti, dato che nell'effettivo un octa-core Cortex-A57 puro sarebbe allo stato corrente ben poco sfruttato nei dispositivi mobili; meglio il più efficiente modello definito big.LITTLE, che dà la possibilità di sfruttare pienamente i 4 core maggiori per operazioni molto intensive sgravandoli al contempo da quelle più piccole ma numerose che avvengono in background, affidate agli altri 4 minori. Nella parte grafica troviamo la GPU Adreno 430, pienamente compatibile con le più recenti librerie e fino al 30% più potente della passata top di gamma, il tutto riducendo al contempo del 20% il consumo di batteria, argomento da sempre molto sensibile. Presenti il supporto video 4K così come alcune novità interessanti per l'audio: la prima è un'estensione della modalità di ascolto continuo, che prevede in abbinamento con app del settore come Shazam il riconoscimento costante in background dei brani riprodotti, senza dover avviare manualmente l'operazione; la seconda è la registrazione direzionale, che potremmo definire una sorta di autofocus sonoro che concentra i microfoni su un elemento specifico mettendo in secondo piano tutto il resto. Sono integrate infine soluzioni di sicurezza hardware, tra cui una per il cosiddetto "kill switch" che blocca completamente il dispositivo in caso di furto o smarrimento, e un comparto reti completo che supporta LTE di categoria 6 e Wi-Fi 802.11ac.

Contrariamente al Tegra di cui abbiamo parlato nella prima parte dell'articolo, questo Snapdragon 810 non è ancora implementato nei prodotti in commercio né lo sarà ancora per qualche mese. È possibile comunque che al CES 2015 avvenga quantomeno qualche annuncio. Questa attesa sul mercato si estende pure ai classici benchmark del caso. Un'altra soluzione molto simile a quella di Qualcomm è in arrivo pure da Samsung, con l'Exynos 7 Octa che promette il 57% di prestazioni in più rispetto al predecessore; lo vedremo senz'altro nel Galaxy S6 e negli altri futuri dispositivi di punta dell'azienda coreana (tecnicamente una variante del Note 4 dispone dell'Exynos 5433, di fatto identico al 7 Octa se non fosse che la modalità a 64-bit è stata disattivata forse per sempre). Strategia più tranquilla per altre società come Huawei e MediaTek, che almeno inizialmente si concentreranno su proposte medie/medio-alte con Cortex-A53. Vedremo poi in che modo Android post-Lollipop e Windows 10 sapranno sfruttare al meglio tutti i nuovi "cavalli" a loro disposizione.

Ci troviamo davanti a un vero fronte comune anti-Apple? Non proprio. A partire dallo scorso settembre, nVidia da un lato, Samsung e Qualcomm dall'altro sono impegnate nell'ennesima battaglia legale del settore per violazione delle proprietà intellettuali. Almeno attualmente i margini per una risoluzione amichevole appaiono minimi, ma occorrerà tempo per vedere gli effetti concreti di queste cause, inclusi gli eventuali blocchi delle vendite richiesti come di rito. Per ora preferiamo concentrarci solo sull'aspetto tecnico/commerciale, attendendo il 2015 per vedere questo nuovo fronte della sfida tra ecosistemi entrare nel vivo.