In queste frenetiche giornate fieristiche, per alcune aziende è già arrivato il momento di scattare una fotografia del mercato, a cavallo tra l'anno appena trascorso e quello appena iniziato. In casa Apple, si guarda alla distribuzione raggiunta dalla più recente versione di iOS. I risultati stanno premiando gli sforzi dell'azienda guidata da Tim Cook.

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Al 5 gennaio 2015, cioè appena due giorni fa, iOS 8 risultava installato sul 68% del parco iDevices circolante, tra i prodotti nuovi che lo prevedono precaricato e quelli più anziani che lo ricevono invece tramite aggiornamento. La percentuale precedente, rilevata il 22 dicembre 2014, lo attestava al 64%, un buon incremento in poco tempo, complice anche un periodo natalizio molto positivo per l'ecosistema Apple. Cala la settima versione, nonostante rimanga ancora molto diffusa, dal 32 al 29%; i vecchi iOS pre-7 raggiungono invece tutti insieme il 4%, anch'essa in diminuzione. Il superamento della quota 70 è ormai dietro l'angolo e ai ritmi attuali potrebbe avvenire anche prima di febbraio.

Se a Cupertino possono festeggiare, non si vede lo stesso fare a Mountain View. Intendiamoci: né loro né noi ci si aspettava risultati di portata straordinaria in termini di percentuali, per la natura stessa di Android che già più volte abbiamo discusso. Ma vedere nelle ultime rilevazioni comparire il "preistorico" Froyo invece che Lollipop dà un po' di sincero dispiacere.

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Pure qui ci troviamo davanti a dati risalenti al 5 gennaio. Considerando Jelly Bean una singola unità e non percentuali distinte, è tutt'oggi la versione predominante nel mondo Android; tanti dispositivi basati su essa rimangono in commercio o stanno addirittura per arrivare (come il nuovo Walkman di Sony), pertanto occorrerà tempo prima che perda definitivamente lo scettro. Se invece non effettuiamo alcun raggruppamento, è KitKat a passarsela molto bene con una quota del 39,1%, anche qui grazie alla spinta fornita da prodotti in vendita o che lo saranno a breve su cui la 4.4 è preinstallata o ancora non più venduti ma aggiornati, non per forza in via ufficiale. Tengono ancora Ice Cream Sandwich e Gingebread, lasciando Froyo a chiudere con un misero 0,4%.

Perché manca Lollipop? Lo spiega Google stessa: i risultati non comprendono versioni che non raggiungono lo 0,1% minimo per la presenza. La 5.0 rimane quindi indietro in questo avvio di 2015. Un peccato, considerate le numerose migliorie, non solo estetiche, apportate dalla release "L", sebbene al prezzo di vari bug su cui Google sta già lavorando per la risoluzione. La presenza ancora quasi limitata ai Nexus, con gli aggiornamenti da parte degli OEM che rimangono molto lenti, ne ostacola la maggiore diffusione che meriterebbe. Il lato positivo a suo vantaggio è che nel complesso si vede un graduale svecchiamento nel mondo Android. Vedremo se a febbraio Lollipop riuscirà finalmente a fare la sua comparsa nella grande torta verde, mandando in pensione Froyo una volta per tutte.