Qualche anno fa pensare a soluzioni diverse da Windows Mobile e soprattutto BlackBerry in ambito lavorativo sarebbe stato quasi eretico; prima dell'iPhone e del multitouch quelle due piattaforme erano lo stato dell'arte, lasciando a Symbian il compito di occuparsi perlopiù dell'utenza consumer. Il prosieguo della storia è noto a tutti: Microsoft sta cercando con difficoltà di recuperare terreno con Windows Phone, mentre BlackBerry è pressoché ristretta a una nicchia di fedeli utenti e ha scelto di portare buona parte dei suoi servizi enterprise anche sui sistemi dominanti, quelli di Apple e Google. iOS in particolare ha goduto e gode tuttora di una buona reputazione, grazie a un'esperienza d'uso curata e numerose app di qualità a disposizione. Nel corso degli ultimi mesi si sono inoltre visti i primi frutti della storica collaborazione stretta con IBM in un'ottica di ulteriore rafforzamento.

A Mountain View però non vi è alcuna intenzione di lasciare gli iDevices prendersi la fetta più grossa del settore. Già da tanto tempo Google propone soluzioni pensate per le aziende, in primis le sue Apps for Work. Versione dopo versione, anche Android ha guadagnato funzionalità specifiche, in particolar modo per quel che riguarda la gestione da parte degli amministratori IT dei dispositivi forniti ai dipendenti. Non si può però dire che qui il sistema operativo abbia ottenuto la stessa fama e ancor di più lo stesso apprezzamento che lo contraddistingue nel mercato di massa. L'esperienza d'uso di Android ha sempre strizzato maggiormente l'occhio all'utente comune che al business; un esempio su tutti, si pensi al supporto Exchange che finora non è stato ai medesimi livelli di iOS. Alcune case produttrici come Samsung hanno cercato di fornire una loro soluzione al problema, con prodotti come Knox e loro implementazioni di app di sistema, riuscendo però solo in parte nell'intento. Con Android for Work Google intende vedersela di persona, affrontando Apple con mezzi pari se non per certi versi pure potenzialmente superiori.

androidforwork

L'iniziativa, preannunciata lo scorso giugno alla conferenza I/O insieme ad Android 5.0, si rivolge tanto ai contesti in cui lo smartphone o tablet di proprietà della società viene affidato in uso all'impiegato quanto a quelli in cui prevale il modello "BYOD", ossia "Bring Your Own Device" ("Porta il tuo dispositivo"). Android for Work gode di una forte integrazione con Lollipop, che di suo offre già svariati strumenti di base come la crittografia dei dati di default e la multiutenza, consentendo la creazione di profili specifici lavorativi, totalmente gestibili dagli amministratori di sistema e con applicazioni e dati separati dallo spazio personale. Sono disponibili versioni opportunamente modificate di varie app, in primis Email, Contatti e Calendari al fine di fornire un supporto ottimale ad Exchange e Lotus Notes. Google Play for Work potrà invece essere utilizzato dall'organizzazione per la distribuzione, anche con precaricamento automatico sul dispositivo, di software approvato attraverso propri canali privati. Non mancano inoltre buone notizie per coloro che dispongono di versioni di Android inferiori a Lollipop: è disponibile infatti un'app dedicata che permette di beneficiare di molti degli strumenti sopra descritti, con compatibilità a partire dalla 4.0 Ice Cream Sandwich.

Molta attenzione è stata posta alla collaborazione con altre aziende di alto profilo. Samsung ha collaborato all'implementazione dei profili aziendali grazie all'esperienza acquisita con Knox. Persino BlackBerry, che sui suoi prodotti propone una funzionalità molto simile, è al lavoro per integrare la Enterprise Suite con Android for Work. SAP, Citrix, Salesforce, Adobe, Box, Cisco, sono coinvolte, al pari di tutti i principali produttori di terminali Android. Un set standard di API per la gestione e la configurazione faciliterà il compito degli sviluppatori di terze parti nel creare edizioni specifiche delle loro app. L'occorrente per disturbare i sonni della coppia Apple/IBM e di Microsoft sembra proprio esserci; vedremo nel corso dei prossimi mesi come la concorrenza risponderà alla mossa di Google e ancor di più se quest'ultima sarà effettivamente riuscita a convincere le aziende ad assumere un piccolo robot tra i propri dipendenti.