Non è ancora nata e non lo sarà ancora per alcuni anni, ottimisticamente parlando, ma l'Apple Car si è assicurata con largo anticipo le prime pagine delle varie testate, tanto quelle del settore tecnologico quanto quelle dell'automobilistico. Certo è ancora difficile crederci davvero, ma gli indizi sembrano essere davvero tanti, non ultimo quello di ieri riguardo alla richiesta di Apple in Svizzera di includere veicoli tra le proprie attività produttive. Può non significare nulla, dal momento che si tratta di una descrizione alquanto generica e andrebbe a svolgere un ruolo più difensivo che offensivo, come può significare tutto, e in tal caso tenderemmo ad escludere una registrazione fatta con lo scopo finale di una golf car.

In tutto questo continuano ad arrivare i commenti delle personalità che sono più toccate dall'argomento, ossia i dirigenti delle principali case di automobili. Abbiamo già avuto modo di leggere le dichiarazioni dell'ex-CEO di GM, Dan Akerson, che ha avvertito l'azienda di Cupertino su un settore in cui l'ingresso da zero è difficile e dove i margini di guadagno possono non essere sufficientemente alti da giustificare l'investimento. Negli scorsi giorni si sono aggiunte altre voci autorevoli, dividendosi tra coloro che guardano in modo tutto sommato favorevole alla potenziale new entry, come il CEO di Renault-Nissan Carlos Ghosn e quello di Volkswagen Martin Winterkorn, e altri, tra cui Dieter Zetsche di Daimler, che esprimono maggiore scetticismo e tendono a minimizzare eventuali pericoli provenienti non solo da Apple ma pure da Google. L'ultimo commento in ordine cronologico arriva invece da una persona ben più vicina al nostro territorio: si tratta di Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat Chrysler Automobiles, contattato dal Wall Street Journal durante il salone dell'auto di Ginevra.

sergiomarchionne

La sua analisi si potrebbe definire intermedia tra le fazioni favorevoli e contrarie, prendendo comunque sul serio anche in questa semplice fase di rumor la possibilità di una concorrenza diretta con Apple: "Hanno credibilità e più capacità finanziarie che ogni altro produttore di auto." Con un patrimonio che si sta gradualmente avvicinando ai 200 miliardi di $, il punto sollevato da Marchionne è legittimo: negli uffici di One Infinite Loop non soffrono di budget limitati e abbiamo già osservato in altri articoli sul tema come non badino a spese su progetti, uomini, materiali, tecnologie senza rincorrere troppo il tempo.

Ma è forse un'altra, la questione più rilevante, legata a un comportamento tipico di Apple quando entra in un mercato fino ad allora non di sua influenza. A riguardo il deus ex machina di FCA non nasconde i suoi sentimenti: "Sono preoccupato? Lo sono sempre. Sono preoccupato quando un elemento di tale portata può avere un ruolo sovvertitore. Il che è una buona cosa, ma quando tu sei nei panni del potenziale sovvertito non puoi certo dire che non vedi l'ora accada. Magari dopo ti senti più sollevato, ma nell'attesa no di certo." Il riferimento alle esperienze precedenti della Mela è chiaro, con prodotti come iPod, iPhone e iPad che sono entrati in mercati già esistenti raggiungendo lo scopo di rivoltarli totalmente. È presto per dirlo con certezza pure riguardo le quattro ruote, ma si tratta di un altro aspetto da non prendere alla leggera, cosa che forse hanno fatto alcuni degli altri CEO.

Detto ciò, non si deve pensare che Apple sia destinata ad avere vita facile. Affatto, considerato che entra da principiante in un segmento dove le concorrenti hanno quasi tutte decenni di esperienza alle spalle. In merito Marchionne commenta: "Non sottovaluterei le abilità dell'industria automobilistica di rispondere alla sfida e adattarsi." Un messaggio che non necessita di ulteriori approfondimenti e fa in larga parte eco ai dubbi già espressi da Akerson. Altresì però tale affermazione può essere uno sprono aggiuntivo per la società oggi guidata da Tim Cook, al fine di smentire i pronostici contro. Vedremo se nel lungo termine lo scenario prospettato dall'AD italo-canadese avrà riscontri effettivi nella realtà.