Già da diversi anni, più o meno dal lancio del primo iPhone e dell’OS Android, si parla dell’interesse di Apple e Google di entrare nel campo della telefonia mobile per offrire ai propri utenti servizi di livello superiore rispetto alla concorrenza. Se a Cupertino hanno mosso i primi passi progettando e quasi imponendo lo standard nano sim e realizzando in occasione del lancio di iPhone 6 la Apple SIM, in quel di Mountain View hanno preferito, invece, realizzare un MVNO, ossia un operatore mobile virtuale (alla stregua di Fastweb Mobile o PosteMobile), grazie alla concessione di Sprint e T-Mobile di poter utilizzare le proprie reti, presentando Project Fi.

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Il nome, come è intuibile, riprende l’ultima sillaba della parola WiFi, a sua volta sigla del binomio Wireless Fidelity: l’intento di Big G, dunque, è quello di fornire un servizio impeccabile, permettendo al proprio smartphone di collegarsi sempre alla miglior rete mobile disponibile, scegliendo fra le reti wifi locali o quelle 4G dei due operatori con cui ha concluso gli accordi di concessione. Il cambio avviene anche nel caso in cui vi sia una telefonata in corso.

Il costo dell’abbonamento non sembra particolarmente appetibile, almeno per le offerte a cui siamo abituati qui in Italia: si parte da un minimo di $20,00 mensili che includono chiamate ed sms illimitati, chiamate internazionali a prezzi competitivi (ma non è dato sapere quali siano), tethering wifi e copertura in più di 120 Paesi. A questo, vanno aggiunti altri $10,00 per ogni gigabyte di traffico di cui si necessita. Attualmente, l’unico cellulare compatibile con Project Fi è il Nexus 6, ma presto dovrebbe esserne estesa la compatibilità anche ad altri smartphone. Chissà se presto potremo utilizzare la speciale SIM di Google e i servizi ad essa connessi anche su iPhone e qui in Italia.