Per quanto iPhone 6 Plus stia cambiando le carte in tavola, il mercato cinese è da sempre dominato dai dispositivi Android, i primi a usare schermi più grandi rispetto alla concorrenza, molto più amati di quelli da 4" dagli orientali. E proprio in Cina ha la sede uno dei più grossi fornitori di Apple, Foxconn, che ha espresso più volte la voglia di entrare da competitor nel mercato (ormai quasi saturo) degli smartphone. Il know-how hardware di certo non le manca, ma Foxconn ha ancora da imparare molto sulla creazione o sulla personalizzazione di un sistema operativo mobile. Forse, proprio per questo, la società ha ben pensato di investire in Cyanogen, il noto sviluppatore di una mod (ormai quasi diventata fork) di Android, le cui versioni procedono su un binario alternativo rispetto a quello di Google. L'ottimo lavoro di Cyanogen è stato da sempre apprezzato dalla comunità Android mondiale, tanto che One Plus ha ben pensato di utilizzarla per il suo One.

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Non è dato sapere quanto Foxconn abbia investito in Cyanogen, ma la società di sviluppo software ha definito il produttore come un partner molto importante per gli sviluppi societari. Peraltro, Cyanogen ha già ricevuto altro capitale esterno da società come Premji Invest, Twitter Ventures, Qualcomm Incorporated, Telefónica Ventures, Smartfren Telecom, Index Ventures, Access Industries e Santander Innoventures, rafforzando così il suo assetto societario e il suo ruolo nel panorama degli OS mobili. Dunque, Foxconn è quasi pronta ad entrare nel mercato smartphone? Forse: del resto, in passato ha già prodotto su licenza Nokia il tablet N1, che, però, non ha avuto il successo sperato.