Con l'avvicinarsi della WWDC 2015 man mano che passano i giorni e le settimane, si intensificano i rumor sulle prossime novità di casa Apple. Quella di cui certamente si discute di più è lo streaming musicale, evoluzione a marchio iTunes della piattaforma Beats Music acquisita lo scorso anno insieme al famoso marchio di cuffie. Per Mark Gurman non ci sono dubbi che arriverà a giugno insieme a iOS 8.4 e 9 e porterà con sé iTunes Radio per un buon numero di paesi; sempre il reporter di 9to5Mac aveva rivelato in precedenza altri dettagli come le versioni per Android e Apple TV. Stasera tocca a Recode rilanciare con nuovi potenziali dettagli.

Apple-beatsmusic

Già nota dalle precedenti indiscrezioni era l'assenza di una versione base gratuita; né Apple né le case discografiche la gradiscono, e la volontà di fare fuori quelle altrui starebbe provocando attriti con le antitrust da entrambe le parti dell'oceano. Insieme alle pressioni delle major si aggiunge un discorso più prettamente economico, con gli investimenti pubblicitari che non riescono a far rientrare dei costi operativi del servizio, una dura lezione incassata da Microsoft sul finire del 2014 e che a Cupertino non hanno certo intenzione di ripetere. Per i sostenitori del free non è comunque tutto perduto, a quanto sembra. Si inizia con l'immancabile periodo di valutazione, che si sta tuttora definendo: si parla di periodi compresi tra uno e tre mesi, dipendendo dalle trattative in corso (non è da escludere, ipotizziamo noi, una modalità mista che lo avvicini più alle offerte promozionali di Spotify Premium, con una prova base dalla durata limitata e una più lunga a basso prezzo forfettario). Al termine della prova si dovrà procedere all'abbonamento per utilizzarlo in forma completa. Chi optasse per non proseguire potrà comunque usufruire di quella che potremmo definire una versione molto limitata, grazie alla possibilità per label e artisti di caricare alcuni brani disponibili all'ascolto gratuito, dei campioni per dare un assaggio di ciò che si potrebbe ottenere pagando. Le fonti di Recode paragonano tale caratteristica almeno in parte a SoundCloud, adoperabile da chiunque per il caricamento di contenuti audio ma spesso utilizzato proprio come veicolo promozionale di novità famose.

E per iTunes Radio? Finora di nuovo sapevamo solo che avrebbe mantenuto un'esistenza distinta dal servizio in arrivo e che, appunto, si sarebbe esteso geograficamente. Ora emergono ulteriori dettagli che indicano come la nuova versione avrà una maggiore cura rispetto all'attuale nella preparazione delle stazioni, affidando maggiormente il compito all'uomo piuttosto che alle macchine. In questo contesto rientrano l'assunzione di Zane Lowe, seguita da quella di altri 4 produttori sempre di provenienza BBC, e la stretta collaborazione con Trent Reznor dei Nine Inch Nails, diretta eredità di Beats. Il passaggio a una programmazione umana permetterà anche la creazione di stazioni localizzate, in grado di soddisfare anche gusti nazionali e non solo globali. Non è ben chiaro però se iTunes Radio manterrà l'attuale modello freemium (gratis con pubblicità; ascolto illimitato per gli iscritti paganti a iTunes Match) oppure passerà anch'esso agli abbonamenti. Ma le possibilità di ritornare ancora sull'argomento sono tante, perciò potremmo non dover attendere necessariamente il keynote di Cook per capirci meglio. A proseguire verso l'ufficialità penserà poi il poco tempo ancora rimasto.