Non si sfugge a Mark Gurman. Una fresca dose di rumor è arrivata e si prefigura come bella sostanziosa. È ancora iOS 9 ad essere protagonista, con la esaustiva spiegazione di una funzionalità destinata a migliorare sensibilmente sia Spotlight che Siri, dotandoli di un assetto Proactive. Questo, infatti, è il nome che racchiuderebbe i numerosi potenziamenti in arrivo.

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Di fatto si tratterà della risposta a Google Now, che basa il suo operato di assistente personale non solo su specifiche richieste dell'utente ma anche in accordo alle sue preferenze e abitudini, coinvolgendo più fonti per i risultati. Lo sviluppo è stato avviato nel 2013, a partire dall'acquisizione di Cue, un'app dotata proprio delle caratteristiche appena citate. Un primo assaggio è arrivato in iOS 8, con l'integrazione in Spotlight di Wikipedia e altri servizi, tuttavia si potrebbe considerarla come una sorta di versione Alpha di ciò che avverrà. Spotlight/Proactive potrà essere richiamato dalla schermata home scorrendo il dito verso destra, come si faceva prima di iOS 7 per iniziare le ricerche e come si fa per entrare in Google Now su Android. Lo scorrimento verso il basso, attualmente utilizzato per far comparire la barra di ricerca, potrebbe però non essere abbandonato, lasciando entrambe le opzioni all'utente. Benché non vi si faccia menzione diretta, è molto probabile che un'altra modalità di accesso sia quella vocale tramite Siri.

L'aspetto della schermata che comparirà prevederebbe la classica barra in alto con le funzionalità già conosciute e sotto contenuti provenienti principalmente dalle app, dai contatti e da Mappe. Gli esempi fatti da Gurman sono piuttosto semplici, come un volo di cui vengono mostrati i dettagli, inclusi i possibili ritardi, e il biglietto virtuale memorizzato in Passbook, oppure il prossimo appuntamento con condizioni meteo e traffico. In prossimità degli eventi l'utente riceverà una notifica, evitando così dimenticanze. Per quanto riguarda le app e i contatti, Proactive farà i suoi promemoria imparando da ciò che si svolge sul dispositivo a determinati orari. Se io apro Twitter alle 7 del mattino, un pulsante specifico verrà piazzato per l'accesso rapido; se è di mio uso chiamare un amico alle 18 di ogni venerdì un altro pulsante mi permetterà di farlo con un solo tap. Degno di nota è il comportamento nelle vicinanze di luoghi di interesse. Per i ristoranti verranno visualizzati gli orari di apertura, i menu se disponibili e le recensioni degli altri utenti. In altri casi entrerà in gioco anche l'app Mappe e una modalità chiamata "Cerca vicino a me". La si potrà utilizzare sulla normale mappa bidimensionale, ma il meglio di sé lo darà puntando la fotocamera dell'iPhone sull'area in cui ci si trova per avere i nomi di tutti gli esercizi commerciali. Puntando poi espressamente su uno di questi si otterranno maggiori dettagli, incluse eventuali promozioni.

Considerata l'apertura di Spotlight/Proactive verso le app di terze parti è lecito attendersi possa essere un buon momento pure per Siri. Avverrà, seppur con alcune limitazioni. Le "Briciole", questo il nome in codice, comporrebbero una API meno completa di quanto previsto da Apple. Il motivo principale della ritirata sarebbe la privacy dell'utente: affinché informazioni sensibili non vadano in mano a software dai dubbi scopi ci si è preferito concentrare solo su determinati aspetti. Se ad esempio ho l'abitudine di ascoltare playlist del genere rock su Spotify posso utilizzare Siri per aprire immediatamente quella specifica sezione, senza passare dal resto. La speranza degli ingegneri di Cupertino rimane comunque quella di fornire più avanti un'API vera e propria per l'integrazione totale con Siri. Più in generale, però, tutto quanto descritto sembra non avere ancora il via libera definitivo per iOS 9. La modalità fotografica di "Cerca vicino a me" è tra le prime indiziate a rimanere ai box, ma tutto il set previsto da Proactive potrebbe esserlo. Le opposizioni maggiori verrebbero da Kim Vorrath, Vicepresidente del Product Management per iOS e OS X, che preferirebbe un approccio più graduale, presentando ora solo l'essenziale e implementando a mano a mano che lo sviluppo procede e la qualità cresce. Indecisioni anche sul nome finale, se utilizzare effettivamente il nome Proactive oppure presentare le varie parti come miglioramenti delle funzionalità esistenti. Staremo a vedere l'8 giugno come si evolverà la vicenda.

In conclusione, trattiamo brevemente di un'indiscrezione aggiuntiva di martedì riguardante i trasporti pubblici. A quanto pare la funzionalità sarà visibile al Moscone Center, tuttavia il periodo iniziale riguarderà solo poche città: San Francisco, New York, Londra, Parigi, Berlino e le principali della Cina (non vengono menzionate più nello specifico). La lista si dovrebbe estendere nel breve-medio termine a Boston e Tokyo. Gli utenti riceveranno notifiche dedicate non appena il servizio coprirà anche la loro zona. Non molto confortante, se si pensa che la controparte Google dispone già di una copertura globale molto avanzata. La speranza è che gli aggiornamenti arrivino in tempi rapidi, come ultimamente il team di Mappe sembra stia dimostrando di saper fare migliorando il prodotto.