È proprio vero che gli opposti tendono ad attrarsi. Talvolta pure quando si tratta di opposti informatici, che è ben più facile sfuggano a tale regola fisica. Nel caso specifico parliamo dei Mac e di Windows. Già qualche anno fa i computer Apple erano stati decretati i migliori PC, una situazione che se da un lato probabilmente a Microsoft non ha dato gran fastidio, dato che in fondo poteva approfittarne in termini di licenze, dall'altro suonava come un buffetto non troppo bonario agli altri produttori di computer. A riguardo, cosa potrebbe pensarne, diciamo così, il nuovo MacBook? La risposta sorprende.

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Uno studente di informatica, Alex King, ha voluto mettere alla prova la curiosa combinazione, effettuando l'aggiornamento da Windows 8.1 alla più recente build di 10, il cui rilascio stabile è previsto nel corso dell'estate. La procedura d'installazione è andata piuttosto bene, sebbene i driver di Boot Camp non abbiano funzionato al primo colpo il setup in modalità compatibile ha risolto quasi tutto, lasciando come unica assenza il Bluetooth; a quanto pare però sarebbe dovuto ad Apple che curiosamente non ha incluso il relativo driver nel pacchetto. Gli ulteriori ritocchi adottati da King sono consistiti nel portare i DPI al 150% e nell'installare l'utility Trackpad++ per rendere più funzionale il trackpad sotto Windows, che di base offre un'esperienza d'uso ben più limitata rispetto a quella su OS X.

Come se l'è cavata il MacBook col prossimo sistema operativo di Redmond? Contrariamente ai pronostici il risultato ottenuto da King è stato piacevole, con poche sbavature e peraltro circoscritte soprattutto a software non ottimizzato su Windows per gli schermi Retina come OneNote e Steam. In ogni caso la musica sembra essere sufficientemente cambiata se comparata alla recensione del Dell XPS 13, provato con 8.1. Le prestazioni sono adeguate a garantire uno svolgimento fluido e rapido nella grande maggioranza dei casi, giochi inclusi a patto ovviamente di non pretendere troppo. Buona anche la durata della batteria, spesso tallone d'Achille quando il Mac esce dal porto sicuro della sua piattaforma nativa. Nel complesso il MacBook sembra gradire più Windows che OS X. Di certo a prima vista è un'affermazione paradossale, ma ahinoi non priva di fondamento. King sostiene infatti che OS X non sia in grado di garantire fluidità nella riproduzione delle animazioni, e se a qualche lettore ciò non suona del tutto nuovo, il perché è presto detto guardando alla recente recensione del MacBook Pro 13" 2015:

Purtroppo vorrei potervi dire che OS X scorre fluidissimo, ma rimangono ancora visibili i micro-lag dell'interfaccia quando apriamo una pila, portiamo una finestra a pieno schermo e, più in generale, durante le animazioni di sistema. Ci si può convivere? Ritengo assolutamente di sì, ma bisogna farci l'abitudine se si arriva da uno schermo non Retina. Personalmente rimango convinto che il problema sia (ancora!) la mancata ottimizzazione, perché questa scheda gestisce anche i 4K senza problemi. Inoltre ho collegato il portatile al Cinema Display 27", che ha la stessa risoluzione del pannello integrato (ma non in modalità Retina), e il framerate dell'interfaccia è più veloce e fluido.

Gli scatti della modalità Retina sono una realtà con cui ci si scontra dal 2012, anno in cui arrivarono i primi MacBook Pro coi nuovi display. Da Mountain Lion a Yosemite, passando per Mavericks, e dopo l'arrivo di numerosi Mac Retina la situazione non ha avuto sensibili margini di miglioramento. Motivo per cui speriamo che le si dia un lieto fine con la prossima 10.11 e che l'intesa della strana coppia MacBook-Windows 10 possa essere da stimolo per il team di Craig Federighi a non concedere gol in trasferta a Microsoft.