È uno Steve Wozniak dal sapore vagamente apocalittico, quello che dal MassMutual Center di Springfield (Massachussets) ha dichiarato che le macchine hanno vinto sull'uomo circa 200 anni fa. Per il cofondatore di Apple, infatti, l'uomo si è sempre più affidato alla tecnologia, tanto da diventarne schiavo. "Siamo gli animali domestici delle macchine", ha tuonato. La critica di Woz, in realtà, era rivolta alla sempre maggiore attenzione che il sistema scolastico (del quale fa parte in quanto insegnante di informatica, lavoro che ha ripreso subito dopo aver abbandonato Apple) rivolge ai computer, tanto che, soprattutto negli USA, è sempre più comune trovare un portatile sui banchi che dei libri. Per l'altro Steve, un calcolatore non potrà mai rendere un bambino creativo, né può insegnargli il pensiero e il ragionamento. A lungo, infatti, si è pensato che la tecnologia potesse formare al meglio i ragazzi che, invece, hanno bisogno di mettere in moto e di stuzzicare la propria creatività senza uno strumento che provveda a finire il lavoro al loro posto.

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