apple-music

Ci eravamo chiesti se avremmo dovuto pensare un music client per Android. Avevamo realizzato la versione Windows di iTunes per vendere più iPod, ma non vedevo nessun vantaggio a rendere compatibile con Android il nostro programma per la gestione dei file musicali, a parte la felicità degli utenti Android. E io non volevo che gli utenti Android fossero felici.

A pronunciare queste parole fu Steve Jobs a Walter Isaacson, riportate poi nella biografia ufficiale. L'acredine che Jobs ebbe nei confronti di Android è cosa ben nota, con la promessa, in parte mantenuta nei tribunali, di una guerra termonucleare e altri riferimenti non troppo gentili nei confronti di Google. Da utente Android, perlomeno lato smartphone, non ho avuto problemi a essere felice lo stesso, grazie alla moltitudine di alternative disponibili per la musica, in primis Spotify; inoltre, anche per la storia stessa di Apple ho sempre compreso la loro tendenza a piattaforme proprietarie. Nondimeno, però, trovavo queste prese di posizione quantomeno esagerate. Val la pena continuare a fare oltranzismo rinunciando a potenziali profitti in più?

Andiamo a guardare cosa fanno le altre due grandi. Se sono utente Google di fatto non avrei neanche bisogno di adottare Android: salvo qualche caratteristica o app particolare che necessita di quella piattaforma, il 95% di tutti i servizi di Mountain View li ritrovo pure su iOS. Discorso simile e addirittura migliore per Microsoft, che mi permette di scegliere se usare le sue proposte su Windows, Android e/o iOS con la certezza di non trovare pressoché alcuna disparità di trattamento, eccettuando anche in questo caso sporadiche condizioni che richiedano esclusività di sistema operativo. Le aziende non mi puniscono per la scelta di campo, perché tanto sanno di potermi recuperare pure giocando in trasferta.

I rumor di iTunes per Android si intensificarono dopo la morte di Jobs e il passaggio nell'era Cook, col picco nel 2014 a ridosso dell'acquisizione di Beats. Quando vidi il report di Billboard pensai "perché non può diventare realtà? I tempi sono cambiati, Apple ha bisogno di rimettere in pista iTunes se non vuole lasciare terreno libero a Spotify e altri." (non mi espressi in questi precisi termini su Twitter, non riesco a ritrovare quei tweet, ma il succo è quello, ndr) L'acquisto poi confermato di Beats e la promessa di Cook di mantenere la versione per Android hanno dato ulteriore impulso a pensieri di questo genere da varie parti. Ed eccoci arrivare infine a ieri sera.

Superfluo però dire che questo cambiamento di rotta non è dovuto ad un improvviso amore di Apple verso Android. Si tratta della principale piattaforma rivale e tale rimarrà, come del resto vale al contrario per Google. Tuttavia anche a Cupertino si sta probabilmente insediando un approccio meno ideologico e più pratico, allo scopo di continuare a fare ciò in cui ha dimostrato di cavarsela meglio di molte altre, ovvero generare profitti. In un mondo ideale forse non avrebbe bisogno di fare scelte del genere, ma lo stesso discorso è applicabile pure alle altre; se Microsoft avesse la possibilità di farlo concentrerebbe tutti i suoi sforzi sul software di casa. Cosa però impensabile, almeno per i servizi top come Office e Skype, in un contesto dove bisogna raggiungere tanti utenti su piattaforme diverse. Necessità fa dunque virtù persino per Apple, come del resto lo fece nel 2003 quando presentò iTunes per Windows.

La domanda sorge spontanea: se Jobs fosse ancora vivo, avrebbe fatto la stessa scelta di Cook? Non so se attraverso Beats, ma alla fine penso proprio di sì, probabilmente con un po' più di resistenza. Nel corso della sua vita cambiò idea in varie occasioni, non sarebbe stata la prima né l'ultima volta. Questa è solo una possibile interpretazione però, che non troverà mai conferme, anche perché alla fine la storia non la fanno i "se". Nel frattempo a partire da questo autunno, anche gli utenti Android potranno essere finalmente felici, non tanto per forza dell'arrivo di Apple Music, quanto del fatto che finalmente non verranno più visti come dei nemici da punire.

apple-music