Il prossimo 30 giugno verrà lanciato in oltre 100 Paesi al mondo il nuovo servizio di streaming musicale made in Cupertino, Apple Music. Come già sappiamo, il servizio si propone di conquistare il mercato dell'ascolto via internet della musica, prefissandosi l'obiettivo di sbaragliare la concorrenza. Per far ciò, la dirigenza di Apple aveva deciso di offrire tre mesi di prova gratuita a tutti i propri clienti, in modo da convincerli ad abbandonare quanto offrono i suoi competitor. Secondo quanto rivelato dalla cantante Taylor Swift (la 27esima donna più potente al mondo secondo Fortune, ndr) in un post sul proprio blog di Tumblr, Apple avrebbe deciso, di comune accordo con le case discografiche, di non pagare gli artisti per le canzoni ascoltate durante il periodo di prova gratuito. La cantante, di contro, ha annunciato di ritirare il suo ultimo album, pubblicato quasi un anno e mezzo fa, dal catalogo di Apple Music, sostenendo l'iniquità del mancato pagamento delle royalties a lei spettanti per un periodo così lungo, danneggiando tutto l'indotto e le persone che lavorano con lei. La Swift non è nuova a queste crociate contro lo streaming musicale: poco più di sei mesi fa, aveva deciso di ritirare tutta la sua discografia dal catalogo di Spotify poiché sosteneva che il suo lavoro non veniva retribuito per quanto vale e che, quindi, avrebbe guadagnato di più dalla vendita del proprio album, sia in formato digitale che fisico.

taylor-swift-app-ft

Ad ogni buon conto, la risposta di Apple non si è fatta attendere: Eddy Cue ha infatti annunciato dapprima su Twitter e poi in una intervista a RE/Code il dietrofront della società che, dunque, si è dichiarata disposta a pagare regolarmente gli artisti anche durante il periodo di prova, attingendo alle sue ampie riserve di denaro. La Swift, però, dal canto suo, non ha ancora annunciato il ritorno del suo "1989" nel catalogo di Apple Music e, a questo punto, non farlo sarebbe un duro colpo alla sua immagine.