Oggi Kickstarter arriva in Italia, il più famoso sito di crowdfunding sbarca nel nostro paese insieme ad Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Tutti coloro che vogliono pubblicare un progetto possono ora farlo utilizzando un account italiano, dati bancari locali e inserendo una descrizione nella nostra lingua. Naturalmente possono essere accettati fondi in euro. Fino ad oggi, invece, i creativi nostrani dovevano creare un account localizzato in uno dei paesi abilitati, con tutti gli svantaggi e le complicazioni operative. Wired ha raggiunto il CEO, Yancey Strickler, per commentare la scelta e gli obiettivi che la società si pone con l'espansione in Italia. La mossa è stata quella di non lanciare un sito indipendente ma di integrare le proposte provenienti dal nostro paese con l'offerta mondiale. Infatti, come spiega bene Strickler, i vantaggi del sistema sono dati proprio dalla community internazionale che si è creata e quindi dalla possibilità di raggiungere quante più persone possibili in giro per il mondo. Kickstarter è stato lanciato da poco anche in altri paesi europei tra cui Germania, Francia e Spagna con risultati ottimi per la compagnia.

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Il CEO paragona lo schema del crowdfunding all'antico mecenatismo che ha avuto i suoi anni d'oro proprio in Italia nel Rinascimento. La rivoluzione di Kickstarter è quella di averlo reso accessibile a tutti e non solo a grandi investitori o, riprendendo il paragone, a ricchi sovrani e signori. Strickler si aspetta molto dall'apertura al nostro paese, anche perchè l'Italia ha contribuito nel 2014 con ben 3 milioni di dollari di finanziamenti. Sul sito americano sono nati più di 86mila progetti che hanno raccolto 1,6 miliardi di dollari. Da poco sono state estese le categorie di campagne pubblicabili a film, musica, giochi ecc.. L'obiettivo è di attrarre iniziative di ogni genere che intreccino innovazione e creatività, non limitandosi al mondo hi-tech.