Riprende, dopo qualche mese di pausa, la turbina dei rumor sulla Apple Car, il progetto segreto ma probabilmente non troppo su cui l'azienda di Cupertino sarebbe al lavoro; le puntate precedenti possono essere consultate a questo link (cui si aggiungerà pure il presente articolo). Uno dei movimenti più recenti è stato rivelato proprio all'inizio di questa settimana, con la scoperta di un'altra importante figura del mondo automobilistico a rimpinguare le file del team di sviluppo; si tratta di Doug Betts, che ha modificato il suo profilo LinkedIn (ora stranamente scomparso...) per rendere noto il suo nuovo ruolo di "Operations" in Apple, dopo esperienze pluriennali in Michelin, Toyota, Nissan e infine Chrysler. Insieme a lui è stato accolto negli uffici californiani un ricercatore del settore, Paul Furgale, che in Svizzera ha contribuito a indagini su metodi di parcheggio e guida autonomi; non sarà l'ultimo innesto, dato che proprio a Furgale è stato dato il compito di individuare altre figure importanti, già in carriera ma anche provenienti direttamente dalle maggiori università.

Nel frattempo si pensa anche al lato più materiale del progetto. Apple vorrebbe entrare in un mercato dove persino il concorrente più piccolo ha anni di attività alle spalle; la Tesla Motors di Elon Musk, che può appunto ricadere tra le ultime arrivate, ne ha 12. Inoltre rispetto ad altri non dispone di fabbriche proprie dove poter produrre veicoli, pertanto a meno di non cambiare strategia rispetto a quella adottata per computer e Melafonini si dovranno individuare partner terzi, spesso tra gli stessi rivali. Secondo il periodico tedesco Manager Magazin (via 9to5Mac) una delle prime case valutate in tal senso risulterebbe la BMW.

bmwi3

Non solo produzione, ma anche componenti, col modello i3 visibile qui sopra ad aver colto le maggiori attenzioni di Apple. Si tratta di un auto totalmente elettrica, parte di una gamma di veicoli che BMW sviluppa e commercializza separatamente dalle altre sue serie tradizionali. Omologata per 4 persone e con dimensioni rientranti nel segmento B, dispone di un motore da 125 kW con coppia massima di 250 Nm sufficienti a garantire 150 km/h di velocità massima e accelerazione 0-100 in 7,2 secondi. L'autonomia è prettamente da uso cittadino, tra i 160 e i 190 km su singola carica, ma è disponibile l'opzione Range Extender per arrivare sino a 300. Ma non sono questi dati ad aver attirato, bensì la struttura in fibra di carbonio con cui la macchina è costruita. Leggera e resistente, che permette anche al design di fare la sua parte, come materiale rappresenta certo un buon punto di partenza. Tim Cook e altri dirigenti avrebbero non molto tempo fa visitato le linee produttive della vettura a Leipzig, in Germania, intavolando discussioni preliminari con l'esecutivo BMW.

Appare tanto curioso che un'azienda come Apple valuti di riutilizzare un prodotto altrui come base per il suo? Se guardiamo alla storia dell'azienda, ad eccezione di alcuni specifici casi derivanti da acquisizioni, come OS X basato sui sistemi NeXT, un po' strano lo è. Se guardiamo all'industria automobilistica invece è una prassi normale. Condividere progetti e produzione con altri produttori è favorevole tanto da un punto di vista tecnico quanto economico, concentrando gli sforzi in solitaria soprattutto sul marketing. Possono esserci partnership per singole componenti o anche intere auto, tanto internamente in uno stesso gruppo (come la piattaforma MQB su cui nascono Volkswagen Golf, Audi A3 e Seat Ibiza) quanto esternamente (l'attuale modello di Ford Ka, che presto verrà sostituito, condivide pianale e fabbrica con la Fiat 500). Qualora Apple decidesse di fare gioco di squadra con BMW non avrebbe dunque nulla da perderci. Ammesso che ciò accada: le trattative sarebbero state avviate ad autunno dello scorso anno senza grandi progressi, se non addirittura arrivate alla rottura. In tal caso, proseguirà la ricerca della collaborazione ideale.