All'atto della presentazione di Apple Music, molti utenti si sono chiesti che fine avrebbe fatto iTunes Match, il servizio della casa di Cupertino che permette la sincronizzazione della propria libreria musicale nel cloud, con brani infiniti presi dal catalogo iTunes e fino a 25 mila tra quelli mancanti. La sottoscrizione ad Apple Music, infatti, include gli stessi vantaggi di iTunes Match con in più la possibilità di ascoltare e scaricare più di 30 milioni di brani sul proprio computer finché l'abbonamento rimarrà attivo. Dunque, perché Apple sul proprio sito ufficiale definisce iTunes Match un servizio indipendente ma complementare di Apple Music?

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iTunes Match è indipendente perché può essere usato senza la sottoscrizione di un abbonamento ad Apple Music e con il pagamento del solito canone annuo di 24,99€. È complementare in quanto qualora decidessimo di non rinnovare più l'abbonamento ad Apple Music la nostra libreria locale non sarà disponibile, mentre quella inviata sul cloud con iTunes Match rimane anche dopo la disattivazione del servizio, fungendo da scialuppa di salvataggio. È da ricordare, inoltre, che iTunes Match permetteva l'ascolto di iTunes Radio (non attivo in Italia), servizio in un certo senso migrato nella radio Beats 1 ora completamente gratuita per tutti. Le radio tematiche, invece, sono ad esclusivo appannaggio degli abbonati ad Apple Music (tranne che in USA).

Aggiornamento: come nota Kirk McElhearn sul suo blog, ai brani caricati su Apple Music sarà applicato il DRM (FairPlay 2), mentre a quelli sincronizzati con iTunes Match no. L'applicazione dei DRM è ovviamente necessaria per il controllo sulla riproduzione dei brani scaricati in locale al termine dell'abbonamento ad Apple Music. Dunque, iTunes Match diviene l'unico salvacondotto per poter riascoltare tutta la propria libreria (al netto delle canzoni aggiunte da iTunes Store tramite Apple Music) anche se si termina l'abbonamento al servizio di streaming musicale di Cupertino.