Apple Music ha appena compiuto un mese di vita, tra alti e bassi, procedendo verso il suo autentico battesimo del fuoco a fine settembre, quando inizieranno a scadere le prime prove trimestrali con la scelta per il singolo utente se continuare oppure disdire il rinnovo automatico per tornare su altri servizi di streaming musicale. Uno dei punti che sta suscitando richieste di miglioramento è quello relativo alla versione desktop, con l'inclusione in iTunes a partire dall'aggiornamento 12.2. Molti si aspettavano invece un'app dedicata, sulla falsariga di Foto, e criticano la soluzione scelta dagli ingegneri software di Cupertino. Personalmente sono concorde con loro: sarà forse perché, ad essere onesto, verso iTunes provo un'antipatia che non riesco a togliermi proveniente dalla non proprio strabiliante versione per Windows (e infatti col vecchio iPod nano utilizzavo programmi alternativi per la sincronizzazione), ma pure tentando di guardarla in modo obiettivo trovo che l'app sia stata nel tempo troppo ingozzata di funzionalità. Così, se da un lato capisco e rispetto che vari utenti trovino utile avere un singolo prodotto in grado di servire per più contenuti, dall'altro penso che una divisione in singole app più piccole darebbe benefici in termini di efficienza e semplicità. Musica, Video (fondendosi con QuickTime Player eventualmente), Podcast, Sync; gli audiolibri si sposterebbero su iBooks come avvenuto con iOS 8.4. L'unica parte per cui non farei un'applicazione dedicata è lo Store, che invece si richiamerebbe all'interno di quelle già presenti.

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In attesa di vedere se la preghiera mia e di altri "anti-iTunes" venga esaudita o meno un designer italo-americano, Andrew Ambrosino, ha realizzato delle ricostruzioni di come potrebbe diventare Apple Music qualora si decidesse di slegarlo da iTunes una volta per tutte. Il risultato, che si può vedere sopra, lo trovo piacevole all'occhio, mantenendo i soli controlli essenziali e risaltando il contenuto principale della scheda aperta. Mancherebbe appunto una tab dedicata allo Store, come nella mia ipotesi di inizio articolo, ma per il resto sarei soddisfatto. Degna di nota è la barra sottostante di riproduzione, con una barra di avanzamento alla YouTube e pulsanti rapidi per aggiungere la canzone a una playlist oppure diffonderla su altri dispositivi in casa tramite AirPlay.

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La scheda con la musica personale si avvicinerebbe nell'aspetto a Spotify, pur mantenendo comunque uno stile Apple; nella sidebar a sinistra vi sarebbero a disposizione le opzioni di catalogazione più immediate come Artisti, Album (corrispondente alla visuale predefinita di iTunes), Brani e Generi con le proprie playlist subito sotto. Nelle intenzioni di Ambrosino a seconda delle preferenze del singolo artista o del suo staff che ne cura le pubblicazioni su Apple Music la modalità visiva potrebbe cambiare, passando ad esempio a tonalità scure o combinazioni di colori differenti.

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Le funzionalità social sarebbero assunte dalle schede Connect e Amici. Quest'ultima in particolare, qui sopra visibile, darebbe la possibilità di vedere più facilmente cosa gli amici hanno voluto condividere musicalmente con noi, nel caso ricambiando. E per chi fosse preoccupato dall'assenza del mini-player...

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...ecco la soluzione già pronta (cui, guardando bene, sembrerebbe però mancare un pulsante per ritornare alla modalità completa; una piccola dimenticanza perdonabile, trattandosi solo di concept). Quelli mostrati sono solo alcuni dei numerosi rendering pubblicati da Andrew, pertanto chi volesse approfondire può premere sul collegamento posto nel paragrafo sotto la prima immagine. Restano alla fine due domande. La prima: sarebbe realizzabile all'atto pratico? Reputo lo sia, a patto che si accetti, tanto in Apple quanto tra gli utenti, l'idea di replicare il medesimo modello su Windows onde evitare un doppio sforzo inutile. L'arrivo a breve di una versione per Android gioca a favore in tal senso. La seconda: lo faranno? Questa è più difficile da prevedere. Tutto può succedere, ma almeno per ora non sembrano esservi segnali che diano minimi sospetti, anche perché l'occasione ideale l'hanno avuta proprio a giugno. Almeno per un po' dunque Apple Music è destinato a rimanere strettamente legato ad iTunes.