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Ricordate la class action intentata dalle associazioni dei consumatori in USA – alla quale poi si sono accodati diversi Stati – per la quale Apple era stata convenuta in giudizio per aver creato un cartello con gli editori al fine di armonizzare i prezzi degli ebook verso l'alto, in danno di Amazon e dei lettori? Quasi un anno fa, gli avvocati di Cupertino avevano avanzato una proposta transattiva dell'importo di 450 milioni di dollari (di cui 400 destinati ai consumatori e 50 da corrispondere agli Stati) mentre pendeva il giudizio di appello presso la Corte di New York, la cui efficacia era condizionata dall'approvazione della Corte stessa che è arrivata nella giornata di ieri. Se Apple avesse vinto l'appello, avrebbe dovuto pagare solo 70 milioni di dollari (50 ai consumatori e 20 agli Stati), mentre, qualora fosse risultata soccombente anche nel secondo grado di giudizio e la Corte avesse confermato la sentenza di primo grado, Apple avrebbe dovuto corrispondere 840 milioni di dollari. Evidentemente, attese le condizioni avverse emerse nel corso del giudizio (molte case editrici hanno preferito o non proporre appello o transigere la controversia) che avrebbero portato ad un probabile rigetto dell'appello, il pagamento dell'importo di 450 milioni di dollari, corrispondente ad un terzo del fatturato di dicembre, è stata la miglior soluzione possibile per Cupertino.