Acer ha presentato la nuova linea di portatili Cloudbook, computer ultraleggeri con dotazione hardware simile a quella dei Chromebook: display da 11" o 14" entrambi con risoluzione da 1366 x 768 pixel, processore Intel Celeron e 2 GB di memoria RAM e uno spessore di 17,9mm. Il modello più piccolo è disponibile nei tagli di memoria da 16 e 32 GB, mentre il secondo monta 32 o 64 GB di memoria flash. Su tutta la linea viene fornito Windows 10 e un anno di sottoscrizione gratuito ad Office 365 e a OneDrive con 100 GB di spazio di archiviazione cloud.

cloudbook

La nuova linea Cloudbook è, di fatto, derivata dai Chromebook (di cui Acer è tutt'ora uno dei principali produttori), differenziandosi da essa per il sistema operativo fornito che permette l'esecuzione dei normali software e non di app reperibili dal Chrome Store. Persino i prezzi sono in linea con la gamma di pc "cugina": $169.00 per il modello base da 11" e $199.00 per quello da 14", ben $100.00 in meno rispetto alla linea Stream di HP. Entrambi i portatili saranno disponibili nel mese di settembre.

È interessante notare come Acer voglia riportare in vita un segmento di mercato ormai dimenticato: quello dei netbook. Sia per la dotazione hardware che per le dimensioni dei Cloudbook, questi ricordano molto da vicino i tanto amati/odiati computer portatili che, dopo aver conosciuto un boom di vendite, si sono estinti in poco tempo a causa della loro lentezza e scarsa autonomia. Con le tecnologie attuali (in primis l'uso di memoria flash in luogo del molto meno performante hard disk meccanico) e Windows 10 che, sulla carta, dovrebbe essere ben più leggero ed efficiente dei suoi predecessori su macchine simili, Acer potrebbe riconquistare quella fetta di mercato che non ha voglia o risorse economiche per l'acquisto di un ultrabook e, inoltre, offrire delle ottime workstation mobili per gli studi professionali (ad esclusione di chi si occupa di design, grafica e programmazione ) e per gli uffici. Del resto, i cugini Chromebook sono riusciti a ritagliarsi una piccola fetta di aficionados, segno che la richiesta di un ritorno dei netbook, ben più versatili di quelli con il sistema operativo di Google, potrebbe non essere così flebile come si pensi.