Più o meno un anno fa, forte del successo dei Kindle Fire, Amazon lanciò sul mercato il suo primo smartphone con il brand Fire Phone, volto a richiamare l'attenzione degli utenti che avevano creduto fortemente nel suo tablet. Unico nel suo genere per la visuale prospettica in 3D simile a quella del 3DS e basato su Android, ma senza i Google Play Services, fu inizialmente venduto come terminale di fascia alta ad un prezzo di $649,00, per poi abbassarlo a $199,00 qualora l'acquirente avesse sottoscritto un abbonamento ad Amazon Prime (che, in USA cosa $99 all'anno, ma include anche una moltitudine di servizi aggiuntivi, come, ad esempio, lo streaming di film e serie tv e lo storage illimitato di file e foto). Sino ad oggi, le sorti del Fire Phone sono rimaste appese ad un filo: la società non ha mai svelato i numeri di unità vendute, né ha mai tentato di venderlo al di fuori del mercato americano. Secondo il Wall Street Journal, Jeff Bezos avrebbe licenziato o spostato ad altri progetti un gran numero di ingegneri di Lab126 (la società del gruppo Amazon che si occupa dello sviluppo di hardware) e, inoltre, avrebbe esteso le scadenze relative agli aggiornamenti di Fire OS ed allo sviluppo di nuove versioni. Peraltro, sembra che Bezos abbia incoraggiato gli ingegneri rimasti in forze a concentrarsi sul progetto Kabinet, un computer da cucina che, sviluppato sulla base di Echo, permetterebbe non solo di controllare i dispositivi domotici, ma anche di ordinare tramite la propria voce prodotti ed alimenti direttamente dallo store di Amazon. L'insuccesso di Fire Phone è l'ennesimo campanello d'allarme per il settore degli smartphone Android di fascia media: il mercato è saturo e cercare di introdursi al suo interno con un prodotto non dissimile né innovativo rispetto a quelli della concorrenza rischia di essere un vero e proprio fallimento annunciato.

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