Un'estate impegnativa per Apple, sul fronte automobilistico. I progressi in merito continuano a procedere, seppur senza ufficialità da parte dell'azienda che però non si impegna nemmeno per smentire. Del resto è dura farlo quando la maggior parte delle assunzioni di peso deriva da un settore preciso. Quasi un mese fa, nell'ambito di un articolo sulla possibile collaborazione con BMW, avevamo accennato l'approdo dell'ex-Chrysler Doug Bettis e il ricercatore scientifico Paul Furgale. Gli ultimi di una lunga serie? Certo che no, come dimostra il fresco rapporto pubblicato da Reuters.

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Tra i nomi più prominenti spicca Jamie Carlson, che su Linkedin ha da poco aggiornato il suo stato lavorativo. In Apple proprio da questo agosto, ha lavorato nella Tesla Motors di Elon Musk per un totale di due anni, dal luglio 2013 ad aprile 2015 come responsabile per il firmware delle macchine elettriche e da aprile a luglio come manager per quel che concerne le tecnologie di pilota automatico, ambito in cui Tesla sta spingendo parecchio. Ciò potrebbe dunque suggerire che l'interesse di Apple è esteso pure su tali caratteristiche; a corroborare tale ipotesi vi sono pure altri due approdi recenti, Megan McClain che in Volkswagen lavorava sulla guida autonoma e Xianqiao Tong di nVidia che sviluppava sistemi di assistenza al conducente. Guardando un attimo indietro, anche il già citato Doug Bettis rientra in questa categoria, così come le personalità fuoriuscite da Bosch, Delphi, Ford, General Motors e altre ancora. Per non parlare della dismessa base navale GoMentum Station, ora circuito di prova per nemmeno a dirlo prototipi di veicoli con meccanismi autonomi, che avrebbe suscitato l'interesse di Apple intenzionata ad aggiungersi alle altre società che già ne fanno uso. Un po' troppe coincidenze per liquidare il pilota automatico come una semplice fantasia, stando ad alcuni rumor che vedevano l'azienda di Cupertino concentrata su un'auto elettrica ma a guida "tradizionale".

Un gruppo che continua a espandersi sempre più, per un progetto, "Titan", che richiederà molti sforzi così come tanto tempo e denaro per essere portato al compimento commerciale. Probabilmente l'impulso maggiore arriverà quando sarà stabilità una collaborazione con una casa automobilistica, che possa mettere a disposizione di Apple impianti produttivi e nell'eventualità anche componenti e/o pianali ideali per svilupparvi sopra il proprio modello; come abbiamo già avuto modo di parlare, è una prassi comune nel mercato che consente di ottimizzare gli investimenti senza per questo ridurre in alcun modo la competizione, che si può concentrare sulla differenziazione e sul marketing. Per ora le trattative con BMW sembrano essersi arenate e difficilmente Tim Cook verrà stuzzicato dalle parole di Dieter Zetsche, CEO di Daimler, aperto sì a partnership ma non in esclusiva, dal momento che viene citata pure Google, e soprattutto rivolte più a specifici sistemi elettronici che ad auto intere. Quasi superfluo dire che a breve ritorneremo sulla questione.