Il servizio gratuito di Spotify è uno dei più gettonati per la musica in streaming da mobile, ma è anche quello che fatica di più a soddisfare le major e gli artisti in termini economico. Per questo motivo, nel prossimo futuro, potrebbero essere aggiunte delle limitazioni nell'ascolto. Secondo quanto riportato da Digital Music News (via Appleinsider), Spotify starebbe pianificando di escludere dal servizio free determinati brani, sotto l'insistente richiesta delle etichette discografiche.

newspotifylogo

Una parte della libreria musicale rimarrebbe quindi ad esclusivo appannaggio degli utenti Premium, ad esempio le ultime novità o aggiunte al catalogo. Altre possibili limitazioni potranno consistere nel numero di volte che si può ascoltare una canzone. Ancora, per alcuni album potrebbero essere disponibili non tutti i brani. Le prime restrizioni dovrebbero arrivare agli inizi del 2016. Il CEO di Spotify, Daniel Ek, odia l'idea di aggiungere ulteriori restrizioni all'ascolto gratuito – che rappresenta una fetta importante degli abbonamenti – tuttavia la pressione delle tre maggiori etichette discografiche come Sony, Warner e Universal avrebbero indotto la società a cedere. Gli ascolti free, finanziati da contenuti pubblicitari, generano infatti meno introiti per gli artisti. Quest'ultimi, grazie ad alcuni rappresentanti eccellenti, stanno cercando in tutti i modi di evitare che i servizi di streaming musicale riducano i loro guadagni. Basti pensare alla "battaglia" di Taylor Swift dell'anno passato e quella prima del lancio di Apple Music per ricevere revenue anche nel periodo di prova. Inoltre ci sono molti autori che decidono di escludere i propri brani dall'ascolto in streaming. La stessa società di Cupertino aveva cercato senza successo di raggiungere un accordo con le major per proporre un prezzo inferiore ai 9,99$ della concorrenza. Tutto ciò lascia intendere che il settore musicale è unito nel non permettere una competizione al ribasso tra i vari servizi. Questo presumibilmente per tutelare le proprie casse, ma anche per evitare che una società possa imporsi in regime di "monopolio".