Quel 27 Gennaio 2010, giorno in cui Steve Jobs presentò il primo iPad, sembra ormai lontanissimo. Se pensiamo a quanto sia migliorato questo dispositivo nel corso delle generazioni successive, sia in termini di hardware che, soprattutto, software, probabilmente il nuovo iPad Pro sembra soltanto un lontano parente del primo tablet di Apple: dimensioni dello schermo aumentate, potenza di calcolo senza precedenti ed un dispositivo di input come Apple Pencil pensato per l’uso con il nuovo dispositivo e, sulla carta, così preciso de evoluto tanto da non poter essere catalogato come un semplice stilo per smartphone o tablet. Il primo iPad era pensato più per la fruizione che per la creazione di contenuti: esso era in grado di eccellere nella navigazione web, nella gestione dell’email e nell’intrattenimento, ma era ancora troppo immaturo per poter sostituire un portatile dedicato al lavoro. I limiti dei processori mobili e di iOS erano più che evidenti, ma già l’attuale generazione di iPad Air 2 e iPad mini 4 rappresentano un grosso salto in avanti, grazie anche all’introduzione in iOS 9 di feature come Slide Over o Split View. iPad Pro raccoglie l’eredità di iPad Air 2, migliorandola: sembra che il SoC A9X assieme ai 4 GB di RAM sia in grado di fare miracoli, soprattutto sul grande display da 12.9”.

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Per questi motivi, Adobe ha sviluppato una suite di applicazioni pensate proprio per il nuovo dispositivo, assicurando un’ottima integrazione con Apple Pencil. La prima app si chiama CreativeSync ed è un sistema che connette tutte le applicazioni Adobe permettendo la modifica di un file passando da un’app all’altra in pochi tap. Secondo Scott Belsky, vicepresidente Adobe, la produttività negli iPad non è mai stata elevata perché ogni applicazione svolgeva un compito in modo isolato rispetto alle altre; ogni risultato veniva salvato nel rullino fotografico, rendendo nulla la cooperazione tra diverse app. Con CreativeSync, invece, grazie anche ad Adobe Cloud che salva automaticamente il nostro lavoro, è possibile passare da un programma all’altro e trovare i propri documenti in pochi tap, sfruttando tutti gli strumenti Adobe. Inoltre, sarà anche possibile la collaborazione tra colleghi, grazie al cloud, permettendo ad ognuno di visualizzare i file e modificarli istantaneamente.

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Un’altra applicazione fatta su misura per iPad Pro è Adobe Photoshop Fix che permette di correggere comuni errori nelle immagini ed effettuare dei piccoli ritocchi. Come è stato mostrato nella presentazione del 9 Settembre, grazie al riconoscimento facciale, sarà possibile anche alterare il sorriso di una persona a piacimento, il tutto in pochissimi tap. Una terza novità è Photoshop Sketch, progettata appositamente per Apple Pencil e che permette di disegnare professionalmente sfruttando i vari livelli di pressione sullo schermo e la vasta gamma di effetti a cui Adobe ci ha abituati. Inoltre, durante la presentazione è anche stato spiegato come queste app possano interagire tra loro in modo davvero smart e rapido. Lo scopo di Adobe appare chiaro, anche in base alle dichiarazioni di Scott Belsky: creare una rete di programmi e non più una raccolta di app che lavora singolarmente, modificando, quindi, il metodo di lavoro in mobilità che si è protratto sino ad oggi.