Di nuovo tempo di shopping in quel di Cupertino. Con una discreta frequenza Apple fa sue piccole aziende di diversi settori, al fine di trarne miglioramenti per i suoi prodotti; acquisizioni della portata di Beats sono molto più rare nella storia della società e difficilmente si ripeteranno, perlomeno a breve. Non è dato sapere quanto abbia sborsato per portarsi a casa VocalIQ, il cui passaggio di proprietà è stato riportato dal Financial Times (a pagamento; free via Macrumors), tuttavia le prospettive dal punto di vista tecnico sono alquanto interessanti.

vocaliq

VocalIQ è un'azienda britannica operante nell'ambito del riconoscimento vocale, con un proprio software di assistenza virtuale. Si tratta però di una soluzione specializzata, non direttamente fornito all'utente finale che lo riceve nella dotazione di un prodotto di terzi; le principali collaborazioni si sono svolte nell'automobilismo, soprattutto con General Motors. Dietro al tutto vi è un lavoro decennale che ha permesso agli ingegneri d'Oltremanica di proporre un sistema molto sofisticato, in grado di apprendere continuamente dall'utente e dall'ambiente circostante con l'obiettivo di creare interazioni uomo-macchina sempre più naturali. L'approccio utilizzato dagli assistenti convenzionali cui siamo abituati sugli smartphone è invece diverso, in grado sì di riconoscere domande o frasi in linguaggio naturale, ma sulla base di formati prestrutturati, in cui le modifiche possono essere apportate attraverso l'intervento manuale degli sviluppatori.

Un prospetto che a quanto pare ha colpito molto Apple, confermando la notizia col suo solito modo sibillino («Di tanto in tanto Apple acquisisce aziende più piccole nel settore tecnologico, e non commentiamo riguardo lo scopo dell'acquisizione o i piani futuri.»). Oltre al lato squisitamente tecnologico potrebbe pure esservi un moto di orgoglio dietro la vicenda. Alcuni mesi fa VocalIQ aveva espresso le proprie opinioni sullo stato degli assistenti virtuali nel mondo mobile, spiegando il loro modo operativo differente e definendo Siri un giocattolo. Apple, inoltre, come le altre era stata accusata di mantenere un punto di vista medievale sull'apprendimento automatico. Si può dire che hanno toccato i nervi giusti, per produrre una reazione così forte. Quel che faranno a One Infinite Loop con ciò che hanno acquisito è per ora un mistero; al di là della facile ipotesi di corposi miglioramenti per Siri, l'unico altro contesto che viene in mente è a 4 ruote. Nel breve termine CarPlay, dove i lavori di perfezionamento proseguono senza sosta e si prevedeva già una successiva umanizzazione quantomeno parziale. Nel lungo termine si trovano invece progetti molto più ambiziosi; come sempre, staremo a vedere.