"Questo sarà l'anno di Apple Pay", parola di Tim Cook. Essendo ormai nel decimo mese del 2015, ci permettiamo di dissentire con questa affermazione. Non è ancora arrivato il momento di Apple Pay. La grande diffusione del sistema money-less di Cupertino, se arriverà, sarà solo in futuro. A dircelo sono i dati: considerando un'indagine di Aite Group riportata da Bloomberg, il totale delle transazioni che passano su questo sistema raggiungono appena l'1%. Visto l'appeal del brand Apple ci sembra una cifra piuttosto allarmante, soprattutto considerando l'importanza che gli è stata data. Lo stesso Bloomberg riporta le parole di un dirigente di InfoScout che si occupa di consulenza sulle vendite, secondo cui "gli attuali clienti non hanno bisogno di Apple Pay". Il sistema di carte di credito e debito affiancate al solidissimo PayPal, non lascerebbero spazio al metodo di pagamento ideato da Apple. Difficile dire se le cose stiano effettivamente così o se si debba solo attendere dell'altro tempo, dopotutto chi lo ha provato non sembra aver dubbi nell'affermare che Apple Pay sia pratico e funzionale. Discorso analogo andrebbe fatto per Wallet di Google, anche se in quel caso ci sono molte meno attenuanti visto il rilascio distante ormai ben 4 anni.

Apple Pay principale

Numeri alla mano, il mercato occidentale non è stato particolarmente fortunato per Apple Pay; la scelta di aprire una filiale a Shangai potrebbe essere la svolta della faccenda? Secondo un articolo di CorCom che riprende quanto inizialmente scritto dal WSJ, da Giugno è stata registrata “Apple Technology Service (Shanghai) Ltd”, azienda con un capitale di 13,4 milioni di dollari che si occuperà di consulenza tecnica, servizi e integrazione di sistemi nel settore dei pagamenti. Obiettivo di questa mossa? Portare Apple Pay ad essere considerato come un nuovo tipo di business e modello nel fiorente mercato cinese. Jan Dawson, chief analyst di Jackdaw Research, afferma: “È uno sbocco naturale per Apple Pay, la Cina è probabilmente il secondo maggior mercato per gli iPhone oggi e cresce di importanza”. Capitolo rilevante è quello delle alleanze economiche che l'azienda di Cupertino dovrà stringere per sopravvivere in un mercato già consolidato. Inoltre, dovrà circondarsi di dirigenti affermati e competenti in quell'ambiente, come già fatto con Kelly Sang, ex general manager di Alibaba entrata in Apple nel 2012 e promossa director of Apple Pay in Cina già a inizio anno, oppure Liang Gong, ex country manager di Visa China, assunto da Apple a luglio.

Apple Pay pratica

Per ora non ci sono date ufficiali per il lancio del servizio in Cina, nonostante Tim Cook abbia dichiarato di volerlo fare al più presto. Bisognerà fare i conti con gli enti regolatori locali, tra i quali la Banca Centrale, che dovranno dare il nulla osta. Per l'Europa non si è saputo più nulla dopo lo sbarco di Apple Pay in Inghilterra dello scorso luglio, per cui fa una certa impressione notare la sempre maggiore attenzione dei dirigenti di Cupertino per il mercato cinese a discapito del vecchio continente.