I servizi cloud sono entrati nelle nostre vite ormai da alcuni anni e molti di noi non possono proprio farne a meno oggigiorno. Avere documenti e contenuti multimediali disponibili ovunque è una comodità e forse anche una necessità di questi tempi: quante volte cominciamo un lavoro su computer, usciamo e dobbiamo comunque avere il file con noi? In una società che si basa sul continuo scambio di mail e messaggi, l’archiviazione “intelligente” di tutto il materiale è di vitale importanza. Ecco perché ho pensato di scrivere questo articolo e parlare dei principali servizi cloud attualmente presenti sul mercato, fornendo dei pareri personali su quelli che uso quotidianamente. Partirò con Dropbox, forse il più famoso ed utilizzato sistema di cloud storage, il primo ad aver fatto breccia in modo massiccio nell'utenza di tutto il mondo, a prescindere dalla piattaforma utilizzata.

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Voto 5/5 Dropbox

Come anticipato, attualmente Dropbox sembra essere la prima scelta per molti. Si basa su un’interfaccia pulita e veloce ed è disponibile in versione desktop, mobile e online. La sua forza è la rapidità nei caricamenti e la semplicità con cui si possono condividere i contenuti o collaborare su alcune cartelle. Presto sarà anche possibile modificare i nostri documenti con Paper, come vi avevamo raccontato qualche giorno fa. La funzione di autosalvataggio delle nostre foto presente nella versione mobile risulta un grande plus per il backup e per avere sempre la propria libreria a portata di mano (specie per chi non dispone di molto spazio nello smartphone). Una qualità di Dropbox è il fatto che su desktop i file vengono salvati direttamente in locale, dandoci notevoli vantaggi nelle operazioni di ricerca, taglia/copia/incolla e sincronizzando il tutto con ogni dispositivo. Purtroppo la versione online non eccelle in funzionalità: oltre a poter condividere, spostare e cancellare i nostri file, non si può fare molto altro. Ma vale la pena ricordare il sistema di recupero di versioni precedenti dei documenti e dei file cancellati fino a 30 giorni dopo l’eliminazione. Per quanto riguarda i prezzi, si parte da una versione free che offre 2 GB di spazio, ampliabili con 9,90€/mese (o 99€/anno) a 1 TB. La maggior parte delle persone lo usano gratuitamente, anche perché lo spazio base può aumentare di 250 MB seguendo il tutorial iniziale, 3 GB attivando l’archiviazione automatica delle nostre foto dalla versione mobile e 500 MB per ogni amico che facciamo iscrivere a Dropbox (per un massimo di 32 persone). Menzione a parte merita la Coppa Universitaria, che permette a tutti gli studenti di un Ateneo di partecipare e competere per guadagnare 25 GB di spazio gratis, semplicemente facendo iscrivere il maggior numero di colleghi possibile. Recentemente l’Università di Padova, che frequento, ha raggiunto il traguardo, garantendo ai suoi laureandi il bonus desiderato. Parlando di sicurezza, i file di Dropbox sono crittografati con Advanced Encryption Standard (AES) a 256 bit, codifica che assicura un livello di affidabilità molto elevato. Da notare anche la semplicità di condivisione dei file tramite link, eventualmente rendendone privati alcuni.

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Voto 5/5 Google Drive

Nato nel 2012, Google Drive si integra perfettamente con gli altri servizi dell’azienda, occupando di fatto una posizione di rilievo nel settore del cloud storage. Anche per questo abbiamo tutte le versioni desktop, mobile e online. Quest’ultima è forse il fiore all’occhiello dell’intero ecosistema, in quanto ci permette di visualizzare le anteprime dei documenti, di editarli mediante le Google Documents e, ovviamente, di scaricarli e condividerlil. Non è tutto: grazie ai 15GB di archiviazione gratuiti, per molti utenti non sarà necessario l’upgrade alla versione premium a $1.99/mese per 100GB o $9.99/mese per 1 TB. Ulteriori piani di archiviazione sono disponibili sul sito ufficiale, mentre la possibilità di espandere lo spazio personale tramite iscrizione di amici non è prevista. Google Foto ha piena integrazione in Drive, garantendo la massima produttività su qualunque piattaforma e l'archiviazione senza limiti con immagini ridimensionate a 16MP. Il lato riguardante sharing e collaborazione è molto ben curato e permette di condividere tutto ciò che vogliamo coi nostri contatti e renderli partecipi dei documenti a cui stiamo lavorando in tempo reale. Per quanto riguarda la sicurezza, i nostri dati sono protetti da crittografia SSL e dalla consueta verifica in due passaggi. Infine un cenno ai file eliminati, che passano prima nel Cestino e possono eventualmente essere ripristinati con un semplice clic.

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Voto 4/5 OneDrive

Il vecchio SkyDrive, ora OneDrive, è il cloud firmato Microsoft che ben arricchisce il parco applicazioni della casa di Redmond. Disponibile ormai su ogni piattaforma, vanta anche una versione online abbastanza curata. Recentemente le app per iOS e Android hanno subito un restyling grafico che ha portato miglioramenti estetici rispetto alle discutibili versioni precedenti. La possibilità di condividere file con i contatti di Outlook, pone questo servizio ai vertici della produttività, restando però un passettino indietro a Dropbox e Google Drive se si parla di UI. Ci sono tutti gli strumenti per la gestione dei documenti ma sono un po’ meno intuitivi rispetto ad altri prodotti. Dando un’occhiata ai piani di archiviazione, i 15 GB di spazio gratuito sono ampliabili con 1,99€/mese per 100 GB o 3,99€/mese per 200 GB. Inoltre, attivando l’autosalvataggio delle foto dall’app mobile, si riceveranno 3 GB extra. A proposito di foto, Microsoft sta lavorando duramente affinché il proprio cloud sia in grado di capire quali fotografie sono importanti per archiviarle in base a questo criterio. Nonostante a volte questa funzione non sia molto precisa, la direzione sembra essere interessante. Di rilievo anche l’accoppiata OneDrive-Office 365 (che ad esempio, gli studenti di Unipd possono ottenere gratuitamente) con ben 25 GB di spazio gratis. Tutti i dati sono trasferiti con certificato SSL ma, non essendo criptati, lasciano qualche perplessità sull’effettiva sicurezza del servizio.

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Voto 4/5 Box

Questo servizio è stato sviluppato soprattutto per una clientela business, dove un team ha la possibilità di collaborare e interagire coi documenti dei colleghi tramite commenti, task e notifiche di cambiamento sui file. È possibile archiviare anche contenuti multimediali e grazie alle versioni desktop, mobile e online, sarà tutto immediatamente disponibile. Sempre dal punto di vista produttivo, Box offre una grande gamma di opzioni per la privacy: decidere quali colleghi possono visualizzare o modificare determinati file, proteggerne alcuni con delle password e creare delle cartelle condivise (eventualmente protette) all’interno del cloud. La sicurezza dei nostri dati, vista la clientela che sceglie questo servizio di storage, è uno dei suoi punti di forza. Va detto che chi cerca un semplice strumento di archiviazione, probabilmente troverà le opzioni di Box troppo articolate; chi invece lavora in un’azienda con molti collaboratori, non potrebbe farne a meno. La versione base offre 10 GB gratuiti mentre con 4€/mese saranno garantiti 100 GB da condividere con 10 colleghi. I file eliminati saranno conservati per 30 giorni nel cestino, dopodiché verranno permanentemente cancellati. Io stesso trovo Box molto affidabile ma per la gestione del lavoro di gruppo, ma finché si tratta di progetti meno rilevanti preferisco usare Google Drive o Dropbox per la loro immediatezza.

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Voto 4/5 Copy

Questo è forse il servizio più "equilibrato", sia per un utente business che per privati e studenti. La gestione dello spazio condiviso è il plus che Dropbox, ad esempio, ancora non ha: in Copy una cartella da 10 GB condivisa tra 4 persone, pesa sullo spazio di ogni utente solo 2,5 GB e non 10. Una mossa intelligente che permette di fruire dei 15GB gratis con maggior tranquillità. Se non dovessero bastare, allora l’archiviazione è espandibile con $4.99/mese (o $ 49/anno) per 250 GB oppure con $9.99/mese (o $99/anno) per 1 TB. Inoltre invitando un amico ad iscriversi si possono guadagnare 5 GB gratuiti. Copy è disponibile per tutte le piattaforme (anche Linux) e offre un ottimo servizio on line, indispensabile per i team che si trovano a lavorare “fuori città” e vogliono avere ogni documento a portata di mano. Da segnalare la rapidità di navigazione nell’app e la pulizia della UI, proprio come per Dropbox. Forse il sito web non è ancora al pari delle versioni desktop, ma di certo non può essere considerato un punto negativo. Ciò che probabilmente manca è un sistema di sicurezza più avanzato, visto che i dati non vengono criptati. Nel caso un file venisse cancellato per errore sarebbe possibile recuperarlo in pochi clic, tramite la cronologia. Il sistema di condivisione dei documenti è ottimo e permette di visualizzare e scaricare del materiale anche a chi non ha un account su Copy.

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Voto 4/5 Amazon Cloud Drive

Amazon è partito come un semplice negozio ed ora vende di tutto, compresi prodotti a proprio marchio e contenuti multimediali di ogni tipo. Per archiviare i nostri video e foto, nonché la libreria musicale, Amazon Cloud Drive si candida come outsider dei più noti servizi citati in precedenza. La principale forza sta nell’integrazione con i dispositivi della linea Fire e con l’abbonamento Prime, visto che da qualche giorno permette ai possessori di avere spazio illimitato per il backup delle foto. Non solo, sono previsti anche 5 GB per archiviare documenti (PDF compresi) e video. Utilizzando questo servizio da circa un mese, posso dire che l’efficienza è assicurata e poter stoccare le nostre foto online senza problemi di storage è di certo una gran cosa. Gli abbonamenti dedicati (extra Prime Foto) sono di 8€/anno per 20 GB, 20€/anno per 50 GB e così via, fino ad un massimo di 400€/anno per 1TB. Va però segnalato che questi sono i piani italiani, mentre creando un account sul .com si può ottenere spazio illimitato per soli $59,99€/anno, rendendo il servizio incredibilmente più appetibile. Le app Cloud Drive sono disponibili per ogni dispositivo ma la versione desktop ha qualche lacuna, visto che non permette di sincronizzare i nostri documenti col file system. La versione mobile consente l’upload automatico delle nostre foto, funzione ovviamente disattivabile in qualsiasi momento. Dal punto di vista della sicurezza, Amazon resta al vertice e garantisce ai suoi utenti la piena tranquillità con il noto sistema "S3". La condivisione dei file è intuitiva ed è sempre possibile recuperarli qualora venissero eliminati per errore.

Conclusione

I servizi qui citati sono solo alcuni di quelli esistenti, ma ho preferito selezionare solo i principali che eccellono in alcune specifiche aree. Tra i non esaminati ci sono SugarSync, Mega, Mediafire, ecc.. ma nessuno di questi offre la completezza e l'efficienza degli altri citati. Parlo di sistemi che sono cross-platform, più o meno ben integrati con i sistemi operativi desktop e con funzioni di condivisione e collaborazione. Ci sarebbe anche la questione iCloud che, volente o nolente, tutti quelli che hanno un dispositivo iOS/OS X usano e che oggi si è aperto anche ad altre piattaforme via web, però va visto più come un bonus legato all'uso dei prodotti e delle app Apple, non tanto come un servizio di backup e sincronizzazione trasversale. Come avrete capito io ne uso più di uno ed è una condizione piuttosto diffusa. Dropbox è quasi imprescindibile ormai, anche perché è il più supportato da app di terze parti per l'archiviazione e la sincronizzazione (di recente anche da Office 365), Google Drive lo usano più o meno tutti quelli che hanno un account Gmail o adoperano le app Documents, di OneDrive difficilmente si fa a meno se si lavora in ambiente Microsoft (e non solo), Box è ideale per le aziende, Copy offre un buon compromesso e possibilità di ottenere tanto spazio con le condivisioni e Amazon Cloud Drive con l'account .com illimitato a soli $59,99/anno è sempre più utilizzato per il backup online di chi possiede archivi molto voluminosi. Diciamo che non c'è un sistema che offra contemporaneamente la migliore sicurezza, più spazio possibile al costo minore e i più efficienti sistemi di condivisione, quindi si finisce facilmente ad utilizzarne più di uno, dirottando specifici contenuti o attività sulla piattaforma più adatta. Può essere un po' complicato avere a che fare con diversi servizi, ma alla fine si ottiene la massima resa con minima spesa.