Nel corso del tempo abbiamo assistito a una costante miniaturizzazione di tutto ciò che è tecnologico. Anni fa chi pensava che un oggettino in tasca fosse capace di sviluppare potenza paragonabile a computer di dimensioni ben maggiori e nemmeno troppo anziani? Lo smartphone ha dimostrato di saperlo fare. Ciò non significa però che i PC tradizionali abbiano del tutto gettato la spugna nel mobile che avanza. Anch'essi sono stati reinventati e sempre più rimpiccioliti. Andando a ritroso non mancano esempi che, seppur limitati nelle potenzialità, preconizzarono i modelli attuali. Ricordo nelle riviste d'informatica agli inizi del 2000 un computer davvero piccolo proposto da un marchio italiano, ma purtroppo la mia memoria si ferma qui e nemmeno Google aiuta. Ad ogni modo, se comparato a quanto disponibile oggi risulterebbe poco più di un giocattolo.

Tra gli esempi recenti di quanto si possa fare anche in pochissimo spazio abbiamo visto l'Intel Compute Stick, un PC x86 collegabile alla porta HDMI del monitor o televisore come la Chromecast e tranquillamente trasportabile in caso di necessità. Può esserci qualcosa di più comodo? Non so se è in grado di detronizzare il prodotto di Santa Clara, ma il Kangaroo ha quantomeno le carte in regola per giocarsela alla pari grazie a buone specifiche, al rapporto qualità/prezzo e alle sue peculiarità.

kangaroopc

Sviluppato dall'omonima azienda (americana, contrariamente a quel che potrebbe far pensare il nome), Kangaroo è un prodotto davvero compatto, grande poco più di un pacchetto di sigarette anche considerando il dock di espansione aggiuntivo. Al cuore troviamo un processore Intel Atom x5-Z8500, un quad-core operante fino a 2,24 GHz in modalità Turbo. La memoria RAM ammonta invece a 2 GB, mentre 32 sono quelli flash per l'archiviazione, un po' stretti se si considera Windows 10 preinstallato ma fortunatamente integrabili tramite microSD. Interessante è la presenza di un sensore per le impronte digitali, consentendo così l'accesso personale al sistema senza la necessità di una password. La connettività è ben curata attraverso il supporto agli standard Wi-Fi 802.11ac dual band e Bluetooth 4.0. È presente inoltre una batteria interna che garantisce fino a 4 ore lontano dalla presa di corrente; non sufficienti a coprire una giornata lavorativa, ma viste le dimensioni è giustificato e se occorre un computer di supporto per rapide trasferte può comunque cavarsela. L'unica possibilità predefinita di espansione nonché di alimentazione è data dalla porta microUSB, una scelta conservativa a fronte della maggiore compatibilità rispetto a USB-C almeno nel breve-medio termine. Difficilmente però potranno rimandare oltre la seconda edizione il cambio di porta.

Abbiamo accennato prima a un dock aggiuntivo, da collegarsi attraverso l'attacco proprietario presente nella parte bassa del Kangaroo e aggiunge due porte USB (una 3.0 e una 2.0), una HDMI (veicolante sia video che audio) e una per il collegamento all'alimentatore esterno. Per quanto può sembrare un accessorio non indispensabile, in realtà lo è assolutamente dato che altrimenti non sarebbe possibile collegare il PC a un monitor esterno; la decisione forse più discutibile, dato che a questo punto per alcuni centimetri complessivi in più poteva essere tutto in un singolo blocco. Per fortuna sul piano commerciale non sono state effettuate scelte infelici, grazie all'inclusione nel pacchetto standard di vendita. Guadagna inolre ulteriori punti grazie al software gratuito OSLinx, che permette una volta collegato l'apposito cavo di utilizzare un iPad come display per il Kangaroo, potendo così utilizzare tutti i gesti multitouch previsti da Windows 10 in abbinamento, se lo si desidera, a un regolare mouse o trackpad.

Concludiamo parlando brevemente del prezzo. È l'aspetto che a mio parere e anche degli altri redattori ha colpito di più in modo favorevole: per quanto viene offerto, $99 sono più che adeguati. L'unica pecca è la corrente area di disponibilità: il Kangaroo è venduto solo tramite il negozio online statunitense Newegg, le cui spedizioni da questa parte dell'Atlantico non vanno oltre i Paesi Bassi (rimarrebbe la possibilità di sfruttare Jack Deliveries, facendolo spedire inizialmente in UK, ma il prodotto non risulta a magazzino). Speriamo che Amazon o eBay pongano "rimedio" a questa limitazione, nell'attesa che l'azienda la rimuova in via ufficiale.