Abbiamo già avuto modo nelle ultime settimane di parlare della nuova generazione di iMac Retina, che finalmente prevede la variante da 21,5" in aggiunta a quella presente da 27", anch'essa aggiornata con l'occasione. Sui display si sono senza dubbio concentrate molte attenzioni, e se già non avevano deluso quanto a gamma dinamica di colori ora potrebbero riservare un'ulteriore sorpresa se confermata in via ufficiale, inerente la loro profondità.

imac5k

La pubblicazione tedesca Mac & I (via Engadget) ha infatti rinvenuto, almeno lato sistema operativo, tutto il supporto che occorre per avere a 10 bit massimi di profondità contro gli 8 delle versioni di OS X precedenti alla 10.11 (sul fronte PC, invece, la modalità è presente da Windows 7). Tradotto in quantità di colori riproducibili, si parla di un salto da 16 milioni ad oltre un miliardo. I vantaggi teorici sarebbero per tutti, come suggeriamo nel titolo, ma all'atto pratico sarebbero più i professionisti di foto e video a trarne giovamento in fase di elaborazione; i comuni utenti percepirebbero le differenze soprattutto in determinati contesti con molte gradazioni di colore, dove gli effetti del banding (la presenza di striature corrispondenti alle singole gradazioni) diventerebbero molto meno marcati, con un risultato complessivo per l'immagine più gradevole all'occhio umano.

Tra i software che fanno sfoggio di queste abilità di El Capitan almeno per ora vi sono solo le native Anteprima e Foto, ma altre seguiranno sicuramente nel corso dei prossimi mesi. Non è infatti lì il problema dell'incertezza, bensì nei pannelli (di fabbricazione LG) adottati da Apple per gli iMac, che devono a loro volta supportare la profondità a 10 bit. In assenza di una conferma o smentita da quel di Cupertino, il punto di domanda che conclude il titolo di questo post dovrà per necessità rimanere.