La nuova Apple TV sta facendo parlare di sé ancor prima di uscire: non solo per le caratteristiche tecniche, non solo per gli annunci di app di largo consumo attese dagli utenti (come Plex) o di emulatori come Provenance per Sega Mega Drive e iMame4All, ma anche per due vicende che la vedono protagonista e che riguardano i rapporti di Apple con due importanti operatori: iFixit e Amazon.

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Come abbiamo già documentato in precedenza, iFixit ha ricevuto da Cupertino il nuovo modello di Apple TV e, come suo solito costume, lo ha sezionato e smontato per evidenziarne le caratteristiche tecniche e la qualità costruttiva. Di tutta risposta, Apple ha bannato l'app di iFixit da App Store, poiché l'aver pubblicato il risultato dell'operazione di teardown prima della distribuzione ufficiale, viola l'NDA (il Non Disclosure Agreement, in italiano Patto di Non Divulgazione) con il quale il nuovo set top box è stato fornito agli sviluppatori. In forza di questo, i developer non possono in alcun modo diffondere dettagli circa tvOS o il set top box, a differenza di quanto faceva l'app di iFixit, che non era nient'altro che un browser per la visualizzazione dei contenuti già presenti sul sito: di fatto, i dati sulla nuova Apple TV erano stati diffusi tramite App Store. A memoria d'uomo, i casi in cui Apple ha eliminato un'app o ha revocato una licenza per sviluppatori per aver diffuso dettagli in anteprima su iOS o OS X sono pari a zero e, quindi, la dura reazione della società nei confronti di iFixit sembra sin troppo esagerata. Dopotutto sono anni che tutti i siti di settore anticipano specifiche dei nuovi hardware e software provati in anteprima e sotto NDA, senza che Apple faccia nulla. Dal canto suo, iFixit ha fatto sapere che creerà una versione responsive del proprio sito internet, rendendolo liberamente consultabile da Safari per aggirare il ban impostole.

Chi di ban ferisce, però, di ban perisce. Infatti Amazon ha deciso di sospendere, entro fine ottobre, le vendite di Apple TV e di Chromecast. La motivazione apportata, quanto mai debole, è la mancanza del supporto per il proprio servizio di streaming, Prime Video, molto diffuso in USA e concorrente di Netflix. Non credo che ad Amazon manchi la possibilità di sviluppare un client per tvOS e per Android, per cui scelta potrebbe essere stata dettata dalla paura di vedere la nuova FireTV non preferita rispetto alle piattaforme concorrenti. Infatti, seppur con approcci diversi, Apple TV, FireTV e il nuovo Chromecast si pongono come soluzione per l'intrattenimento a 360 gradi, passando dalla fruizione di contenuti video all'esecuzione di musica e videogiochi. Amazon, quindi, eliminerà la possibilità di acquistare le piattaforme concorrenti, limitando la possibilità di scelta (almeno tramite il proprio store). Se da un lato la decisione è più che comprensibile (né Apple né Google vendono i dispositivi concorrenti sui propri negozi), da un altro lo è di meno: Amazon è in primis un grande negozio virtuale e, limitare la scelta dei propri clienti, potrebbe comportare un effetto boomerang con conseguenze rilevanti in termini di vendite e di partnership, visto che anche ai venditori terzi (che usano la piattaforma e la logistica di Amazon per il proprio commercio) dovrebbe essere imposto il ban delle vendite.