Venerdì scorso era emerso un rumor interessante sul futuro di Chrome OS e Android, che prevedeva la creazione di una piattaforma unica. Almeno secondo me, ed avevo già espresso simile parere in altre occasioni parlando del sistema-browser, si tratta di un passaggio sensato che darebbe benefici agli utenti da ambo i lati, in quanto al robottino verde manca di fatto solo l'interfaccia a finestre di cui invece il cugino dispone. Nell'ottica di Google, inoltre, darebbe una piattaforma in grado di competere contro Microsoft su tutti i fronti. Non sono dello stesso avviso in quel di Mountain View, attraverso un post sul blog ufficiale di Chrome.

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Nel suo comunicato, Google afferma come Chrome OS sia tutt'altro che un sistema moribondo, anzi l'interesse attorno ad esso è in crescita, soprattutto nei settori educazione ed enterprise, dove l'economicità dei dispositivi, la leggerezza e la sicurezza del software nonché le buone doti di configurazione ed aggiornamento li hanno resi un'importante alternativa alle consuete soluzioni con Windows. Almeno negli USA, inoltre, anche il gradimento dei consumatori americani risulta forte, coi Chromebook ad occupare la prima e svariate altre posizioni di rilievo su Amazon. Per il 2016 l'azienda guidata da Sundar Pichai prevede di investire ancor di più, con un rinnovamento grafico basato sul Material Design già da tempo adoperato da Android, le nuove versioni di alcune app come il lettore multimediale e decine di nuovi prodotti col sistema preinstallato; guardando invece più nel breve termine, il Chromebit annunciato lo scorso marzo entrerà finalmente in commercio tra due settimane.

Parole piuttosto chiare: Chrome OS non si tocca, non va da nessuna parte. Per ora. Perché l'annuncio non va a confermare ma nemmeno a smentire il Wall Street Journal, che aveva parlato di 2017 come anno propizio per la fusione finale. Ci sta dunque mantenere l'impegno sulla piattaforma anche per tutto il prossimo anno. Peraltro non avrebbe avuto nemmeno senso affermare già ora che stanno lavorando sul progetto unico quando la conferenza I/O 2016 tra alcuni mesi rappresenterà la cornice ideale per farlo. E qualora non accadesse nemmeno allora, c'è la possibilità che sia invece Android a fare la sua mossa con una modalità d'uso più tradizionale a finestre e linee di computer dedicate (ben diverse dai pochi attuali modelli che fanno da tablet ingranditi), come suggerisce Re/code, lasciando Chrome OS in vita ma occupando una posizione commerciale molto più di nicchia. Tutte le carte sono sul tavolo, starà a Google scoprirle a tempo debito.