Il nuovo MacBook deve molto del suo spessore davvero contenuto anche a un importante componente sottoposto a corpose modifiche: la tastiera. Il meccanismo a farfalla ha consentito di ridurre lo spazio sottostante i tasti al minimo indispensabile per la loro corsa, con impatto anche sul design stesso della tastiera, più piatto rispetto a quelle impiegate negli altri portatili Apple; alla pressione risulta peraltro più solido, con una discesa precisa qualsiasi sia il punto in cui il dito impatta sul tasto e l'assenza di gioco, tutte caratteristiche dettagliate nella nostra recensione. L'unico contro, almeno nel periodo iniziale, è la strana sensazione che la fa sembrare innaturale rispetto alle tastiere tradizionali finché non ci si prende l'abitudine. Pur non essendo una novità che nel complesso non rientri tra le più stravolgenti viste da Apple, presenta lati più che positivi e siamo pronti a scommettere arriverà pure sui prodotti concorrenti nel corso dei prossimi anni.

E se in quel di Cupertino decidessero di spingersi ancora oltre? Come qualsiasi tecnologia i margini di miglioramento ci sono. Ecco dunque che un brevetto, rinvenuto da AppleInsider, mostra una possibile evoluzione dotata di Force Touch.

brevettotastieraforcetouch

Tastiera a corsa ultra-corta, così viene presentata nella proprietà intellettuale richiesta sin da settembre 2012 e riconosciuta in via ufficiale solo da pochi giorni. Via gli switch a farfalla, largo a strumenti esclusivamente elettronici. Sotto la superficie visibile, dopo un piccolo strato di adesivo, si trova un attuatore piezoelettrico che alla pressione movimenta il tasto per tutta la poca corsa prevista restituendo all'utente il feedback tattile. Un altro strato di adesivo porta al componente successivo, un sensore di forza, proprio come nei trackpad con Force Touch. Ciò permetterebbe di aumentare sensibilmente le scorciatoie da tastiera, dato che il sistema tradurrebbe poi in una o più specifiche azioni la quantità di pressione esercitata sul tasto. Questo però sulla carta; occorrerebbe un'implementazione sul campo per capire i benefici di simili implementazioni. L'unica certezza è la possibilità di rosicchiare ulteriori mm di spessore dai portatili.

La domanda finale è la medesima valida per qualsiasi brevetto: avrà sbocchi commerciali? Spesso succede, ma altre volte capita che tali tecnologie vengano depositate per difesa senza portarle a concreta realizzazione. Tuttavia quanto descritto sopra appare troppo ghiotto da lasciare nel cassetto per una società come Apple che ama l'estetica, a maggior ragione se permette pure di dotare i suoi dispositivi di funzionalità particolari. Non ci stupiremmo se entro il prossimo rinnovo hardware del MacBook o al più quello del 2017 tale cambiamento diventi motivo di risalto durante un keynote.