Tra le principali novità tecnologiche introdotte da Apple quest'anno vi è certamente il 3D Touch su iPhone, conosciuto anche come Force Touch su Apple Watch e MacBook. L'utilizzo di pannelli con rilevamento della pressione esercitata ha aperto a nuovi livelli di interazione coi dispositivi e conseguentemente di esperienze d'uso. I grandi assenti per ora sono gli iPad, incluso il modello Pro, che pure dispone di un supporto di sorta nascosto; anche se fosse liberamente utilizzabile, tuttavia, sarebbe una versione più ridotta e meno ottimizzata dovendo far uso costante della Apple Pencil per sfruttarla, invece che le dita. In generale la stessa componentistica alla base del 3D Touch non sarebbe pronta al salto sui tablet, come specifica un report dello spesso affidabile analista Ming Chi-Kuo, e non dovremmo attenderci che col prossimo iPad Air le cose cambino. Nuovi rumor provenienti dalle fonti di AppleInsider appaiono corroborare tale tesi.

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La tecnologia "pressure-sensitive" utilizzata attualmente non risulterebbe scalabile in modo sufficiente da permetterne l'adozione su schermi più grandi di quello del 6s Plus, costringendo Apple a trovare una soluzione diversa. Non molto è però menzionato su come dal punto di vista tecnico verrà raggiunto l'obiettivo, limitandosi perlopiù ad escludere il 2016 come data di lancio. Lo stesso varrebbe per l'iPhone 7, destinato a mantenere la versione corrente del 3D Touch, anche qui in linea a quanto affermato da Kuo. Se ciò lascerà scontenti coloro che non vedevano l'ora di mettere il tocco tridimensionale alla prova anche su iPad, è altrettanto vero che non tutti i mali vengono per nuocere, dal momento che si potrà contare su hardware più maturo e soprattutto tante applicazioni già dotate del supporto necessario. Proprio oggi, ad esempio, Adobe Lightroom (recentemente diventata gratuita sulle piattaforme mobile) e Facebook Messenger hanno integrato funzionalità come le azioni rapide dalla schermata home e le interazioni Peek e Pop in base alla pressione. Non resta che aspettare (e magari attendere che Mark Gurman integri con preziose indiscrezioni com'è solito fare), con ottime probabilità che la pazienza sarà ricompensata come si deve dagli ingegneri di Cupertino.