Una tipologia di prodotti che non mi stanco mai di testare sono quelli audio, con particolare attenzione ai più gettonati degli ultimi anni, ovvero cuffie e speaker Bluetooth. Come tutti voi ho dei marchi preferiti, ma per via del sito provo un po' di tutto, anche quelli che altrimenti avrei ignorato. In alcuni casi questi non fanno altro che ricordarmi perché ho delle preferenze già sedimentate, mentre in altri mi ritrovo positivamente stupito. È questo il caso dell'Inateck MercuryBox, uno speaker Bluetooth che ho ormai in casa da alcune settimane e che ho messo alla prova nei modi più disparati.

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Appena ho aperto la confezione, a dire il vero piuttosto curata, sono rimasto colpito dalla dimensione di questa cassa. Avevo già letto le misure di 16 x 6,2 x 2,8 cm, ma non mi ero reso conto fosse così piccolo e leggero (250g). Ahi ahi, questo è male per la resa sonora, inutile girarci intorno. Ma mettiamo da parte i giudizi affrettati e guardiamolo più da vicino.

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È costruito in metallo, con piedini in gomma ed una striscia superiore – dello stesso materiale – che racchiude la pulsantiera. Se vi ricorda qualcosa non siete i soli, il design è vistosamente ispirato a quello dello storico Mac Pro, cosa particolarmente evidente se si acquista la versione silver. Anche qui si potrebbe assegnare un punto a sfavore per la mancanza di originalità, ma a noi feticisti Apple inevitabilmente piacerà. Ce l'ho ancora nel cuore quel computer.

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La dotazione è bella ricca, con una sacca da trasporto leggermente imbottita, un bel cavo microUSB in nylon per la ricarica, un cavo jack da 3,5mm per il collegamento di sorgenti sonore cablate (anche questo in nylon) ed un laccetto da polso. Quest'ultimo si collega nella zona laterale sinistra dello speaker, mentre in quella destra vi è uno sportellino in gomma che protegge le porte microUSB e AUX.

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Il MercuryBox – bel nome, tra le altre cose – è anche certificato IPX5, quindi protetto contro getti d'acqua. Io l'ho usato sotto la doccia per sentire musica e podcast, per cui posso confermare che è adatto ad ambienti del genere. Il Bluetooth, qui in standard 4.0, funziona benissimo nel range di 10m in assenza di ostacoli e la distanza non si riduce neanche troppo in presenza di muri.

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L'abbinamento allo smartphone è semplicissimo, ma ovviamente può essere usato anche dal computer oppure via cavo. Come si può notare dall'icona della cornetta sul tasto centrale, incorpora un microfono per le conversazioni telefoniche, ma la resa è quella tipica di prodotti simili: scadente. Parlando da una ventina di centimetri dallo speaker l'interlocutore ci sentirà molto distanti ed anche se appiccicandosi con la bocca al microfono le cose migliorano, rimane comunque una caratteristica poco utile.

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I tasti di controllo sono abbastanza semplici ed intuitivi: abbiamo quello di accensione sulla sinistra (che va premuto per un paio di secondi), poi il play/pausa e, al centro, quello per rispondere ad una chiamata o attivare il pairing (anche in questo caso con una pressione prolungata); sulla destra ci sono invece +/- per il controllo volume, che premuti per circa un secondo funzionano come avanti e indietro per i brani.

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Dalla scheda tecnica ho letto della presenza di due speaker da 5W, ma do sempre meno peso a queste indicazioni preferendo giudicare "ad orecchio". La prima impressione è stata immediatamente positiva, perché ho riprodotto un podcast ed ho sentito delle voci chiare, forti e molto pulite. Ho poi notato il fatto che la regolazione volume è doppia, come in tanti dispositivi Bluetooth, per cui per spingere al massimo dobbiamo alzare sia dallo smartphone che dalla cassa. Ho iniziato a riprodurre un po' di musica jazz da Spotify Premium (scaricata in locale con la massima qualità) ed i limiti previsti son ovviamente venuti fuori. È piccola, davvero tanto, per cui il senso di spazialità è minimo e l'audio risulta tendenzialmente inscatolato.

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Si tratta comunque di caratteristiche figlie di una scelta ben precisa, ovvero contenere al massimo le dimensioni per privilegiare la comodità di trasporto. Tutto come previsto, insomma, ma con qualche piacevole sorpresa. Il volume massimo è davvero molto forte, quasi identico a quello del Bose Soundlink Mini. Non c'è la stessa enfasi sui bassi, che comunque non appaiono troppo dimessi, ma riempie tranquillamente un ambiente di dimensioni generose. Sconsiglio di spingerlo al limite, perché in quel caso le frequenze più basse di alcuni brani possono distorcere, mentre al 70/80% si ottiene la resa ottimale ed un volume ancora molto sostenuto.

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L'audio è tutt'altro che piatto considerando la sorgente audio e le dimensioni della cassa, riuscendo a riprodurre dal rock al progressive con la giusta grinta. Le frequenze alte sono leggermente smorzate in cima, ma mantengono un tono vivace e risultano molto piacevoli da ascoltare senza mai stridere. I medi sono quelli che risentono di più della "compressione", per cui vengono un po' sovrastati e non risultano particolarmente nitidi, ma sono ben integrati nel flusso sonoro donando corposità e ricchezza. Giudicare la potenza dei bassi su uno speaker profondo meno di 3cm fa un po' ridere, ma vi assicuro che si sentono e trasmettono anche delle buone vibrazioni. Rimanendo nell'ambito dei limiti fisici che non possiamo trascendere, la resa è abbastanza buona anche su queste frequenze. Non aspettatevi miracoli, ma in queste dimensioni non ho ancora sentito di meglio in giro.

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Con lo Zoom H4n posizionato a 30cm dalle casse, ho registrato una porzione dello stesso brano con l'Inateck MercuryBox ed il Bose Soundlink Mini, entrambi al massimo volume disponibile. Ho ridotto la sensibilità del microfono in ingresso per non andare in clippping, ma penso che le differenze nella firma sonora siano ugualmente chiare.

[audio:http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2015/12/Inateck-MercuryBox.mp3|titles=Test Audio Inateck MercuryBox] [audio:http://www.saggiamente.com/wp-content/uploads/2015/12/Bose-Soundlink-Mini-I.mp3|titles=Test Audio Bose Soundlink Mini 1]

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Conclusione

Quest'ultima prova credo sia piuttosto rilevante per valutare i risultati di questo speaker. Il Soundlink Mini è infatti considerato inarrivabile per il rapporto volume/dimensione, ma il MercuryBox ci arriva molto vicino pur avendo dimensioni e peso nettamente inferiori. La qualità non è la stessa, si sente, e i bassi dirompenti dello speaker di Bose qui non ci sono. Tuttavia la resa rimane sorprendente per questo prodotto se consideriamo due cose: le dimensioni e il prezzo. Inoltre c'è un altro aspetto che mi ha colpito: l'autonomia. Ho provato a misurarla basandomi su mezz'ora di riproduzione al giorno e alla fine ho perso il conto prima di scaricarlo. Si superano abbondantemente le 10h anche con lunghi periodi di standby, mentre il produttore dichiara 15h massime raggiungibili di riproduzione continua. Se questo speaker costasse 100€ avreste sicuramente alternative più interessanti, ma al prezzo di 50€ è davvero un prodotto convincente. Come per ogni cosa si deve avere una propria scala di priorità e scegliere in base a quella. Se per voi la resa sonora è prioritaria, rassegnatevi a spendere di più e ad avere uno speaker sicuramente più grande e pesante. Ma se cercate un prodotto bello, compatto, leggero, che costi il giusto, funzioni bene ed abbia una resa ottima per le sue dimensioni, allora date una chance al MercuryBox. Se non convincerà questo difficilmente lo potrà fare un altro prodotto nella stessa fascia di prezzo.

PRO
+ Incredibilmente compatto e leggero
+ Buona costruzione in metallo (design non originale ma bello)
+ Dotazione completissima e con accessori di qualità
+ Bluetooth 4.0 con un ottimo range di funzionamento
+ Volume molto forte
+ Resa audio convincente per le dimensioni in gioco
+ Resistenza all'acqua
+ Ottima durata della batteria
+ Comodissimo da trasportare (anche nella tasca di una giacca!)

CONTRO
- Le dimensioni sono inevitabilmente un limite per corpo e spazialità
- Il microfono per le telefonate non ha una buona resa