Fino a qualche anno fa potevamo considerare Xiaomi come una novità, un fenomeno del momento, mentre oggi è una certezza da 18 milioni di smartphone solo nel Q3 2015. Messi alle spalle nomi come LG, Sony ed HTC, l’azienda di Beijing, il cui guru è il Vice Presidente Hugo Barra, potrebbe letteralmente esplodere se aprisse canali diretti di vendita in USA e nel Vecchio Continente. Non solo quelli, in realtà, perché ci sarebbe anche bisogno di maggiore attenzione lato software per il mercato internazionale, attualmente curato in larga parte da team autonomi come il MIUI Italia. Pur guardando a Xiaomi con grande interesse, mi ero sempre tenuto a debita distanza dai suoi smartphone, proprio perché richiedono utenti disposti a “sporcarsi le mani”. Non sono l’ultimo arrivato quando si tratta di tecnologia, ma sono stato fin troppo coccolato dagli iPhone. Anche i terminali Android con firmware adatti al nostro mercato funzionano bene out-of-the-box, mentre non è così per quelli di Xiaomi. Certo si possono comprare da qualche importatore che installerà la lingua italiana, ma non ne consiglio l’acquisto a chi non ha intenzione di capire come mettere mano ai firmware. Io ho preso un Mi4c su Gearbest, arrivato con l’italiano, e pensavo fosse tutto in ordine ad un primo sguardo. Purtroppo non era così, perché non funzionava il GPS e aveva una lunga serie di bug, tra cui l’impossibilità di trovare gli aggiornamenti ufficiali. Ero intenzionato a rivenderlo, ma in un piovoso pomeriggio di una domenica qualunque, ho deciso di non dargliela vinta. In poco meno di 5 minuti di ricerca avevo trovato tutte le informazioni per sbloccare il bootloader ed installare il firmware che volevo, dopo altri 10 avevo adattato le procedure al Mac e in un’ora lo Xiaomi Mi4c che desideravo era tra le mie mani.

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Caratteristiche principali

Qui, amici miei, parliamo di un signor smartphone. Snapdragon 808 esa-core (due Cortex-A57 da 1,82GHz + quattro Cortex-A53 da 1,44GHz), GPU Adreno 418 e 3GB di RAM LPDDR3 con 32GB di memoria eMMC 5.0 (circa 25GB a disposizione per l’utente). Questa è la versione che Xiaomi chiama Prime, e che io consiglio non essendoci possibilità di espansione via microSD, ma è disponibile anche la Standard con 2GB/16GB. La fotocamera principale ha 13MP e apertura f/2, autofocus con rilevamento di fase e flash LED dual tone, mentre quella frontale 5MP, sempre con apertura f/2, entrambe con video in Full HD. Xiaomi Mi4c ha uno schermo da 5" con buona ottimizzazione delle cornici, supporta due SIM in formato Micro, entrambe con LTE, ha il Wi-Fi 802.11ac dual band, Bluetooth 4.1, GPS/GLONASS/BDS, radio FM, sensore infrarossi, nuovo connettore USB-C e ricarica Quick Charge 2.0. Oltre all’assenza della banda LTE da 800MHz, che potrebbe essere un po’ limitante per chi ha Wind come operatore, manca l’NFC. Non mi spiego davvero perché questo sia stato escluso in moltissimi terminali del 2015, sopratutto cinesi, e spero che la tendenza si inverta nel 2016. Nella confezione troviamo solo lo smartphone, una graffetta per il carrellino della SIM, un caricabatterie (con adattatore per reti italiane se spedito da Gearbest) e il cavo USB-C.

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Design ed ergonomia

Avete presente l’iPhone 5c? Bene, l’effetto è esattamente quello. La struttura è unibody con backcover in plastica ed un assemblaggio che oserei definire perfetto. Ha angoli leggermente arrotondati, una delicata curvatura che congiunge il bordo con il retro (entrambi piatti) ed una bella sensazione di solidità. La cover può avere diversi colori: io ho scelto il bianco ma ci sono anche il nero, rosa, giallo e azzurro. La finitura è semi-opaca con un ottimo grip, coadiuvato da dimensioni contenute (138.1 x 69.6 x 7.8 mm) ed un peso irrisorio (132 g). Si maneggia con disinvoltura e chiunque abbia avuto un 5c capirà bene cosa intendo quando dico che sembra più robusto rispetto gli smartphone in metallo. Mettendo insieme la struttura unibody, un buon assemblaggio, una forma ergonomica, leggerezza e dimensioni contenute, ne viene fuori un dispositivo davvero piacevole da usare e che non mette ansie da cover. Il fatto che il retro non si apra è un contro se consideriamo l’impossibilità di accesso e sostituzione della batteria, ma si guadagna una maggiore solidità e nessuno scricchiolio. Il vetro frontale non è il tipico Gorilla Glass, ma un prodotto sempre realizzato da Corning che pare avere ottima resistenza. Consiglio la visione di questo breve filmato di Xiaomi che vale più di mille parole.

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Sul lato destro troviamo il pulsante di accensione ed il bilanciere del volume, ben posizionati e comodi da azionare. In alto si trova l’uscita da 3,5mm per gli auricolari ed il sensore ad infrarossi, mentre in basso c’è la porta USB-C. Questa è allo stesso tempo croce e delizia, perché è finalmente un passo avanti rispetto la microUSB in termini di comodità e specifiche tecniche (è reversibile e supporta più standard e maggiore velocità), ma richiede cavi ed accessori dedicati.

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Da notare che i tasti di navigazione sono sulla scocca, quindi ci lasciano lo schermo interamente libero. Sono retroilluminati e c’è anche l’opzione per averli sempre accesi quando lo smartphone è in uso (Allelujia!). Inoltre il feedback della vibrazione (disattivabile dalle opzioni) è davvero piacevole: è un colpetto secco che sembra quasi il Taptic Engine di Apple ed è molto distante da quelle vibrazioni acute di altri terminali. Sul lato sinistro si trova il carrellino con le due SIM, che, come anticipato, sono entrambe in formato Micro. Io le ho tutte Nano ormai, ma si trovano adattatori per pochi spiccioli.

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Display

Lo schermo IPS da 5" ha risoluzione Full HD ed una densità di ben 441ppi. Il Mi4c ha praticamente la stessa dimensione di un iPhone 6s, eppure il display ha una diagonale più lunga di 7,5mm. Non sono tantissimi ma neanche pochi e, vista l’assenza di tasti software, tutto lo spazio è utilizzabile dai contenuti. È molto smart da questo punto di vista: piccolo e grande allo stesso tempo.

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Qualitativamente la resa è molto buona e con la taratura di base è solo un pizzico più freddo e saturo rispetto il display dell’iPhone 6s. Per colori più naturali si può scegliere la temperatura “Caldo” da Impostazioni / Display, che sulle prime può sembrare un po’ troppo giallina venendo dal settaggio precedente, ma poi si noterà che restituisce immagini molto più gradevoli e meno stancanti. La luminosità è pari a quella dei migliori IPS su piazza, davvero molto elevata, e il display è visibilissimo anche di giorno. Neri ovviamente non assoluti come negli AMOLED, ma comunque accettabili. Rispetto ai migliori pannelli IPS Full Laminated sul mercato ha solo una lacuna, ovvero che inclinandolo perde di luminosità (ma non c’è alterazione dei colori).

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Da segnalare l’utile implementazione della modalità lettura, la quale consente di selezionare alcune app in cui abilitare automaticamente il filtro blu (con intensità regolabile) che affatica di meno gli occhi.

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Multimedia

Inizierei dal comparto audio, con una resa in chiamata molto buona, sia per noi che per chi ci ascolta. Il vivavoce è altresì usabilissimo: ci ho fatto diverse telefonate dall’auto parlando da circa 20cm senza avere problemi. Avevo sentito giudizi deludenti su questo aspetto, per cui credo che sia una delle tante cose risolte nei firmware più recenti.

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Lo speaker è sul retro, nascosto da una griglia, e con un piedino alla base che consente di mantenerlo sollevato dalla superficie d’appoggio. Il semplice espediente non si rivela troppo efficiente, in quanto il rialzo è davvero minimo ed è inutile con superfici morbide (come il letto) che risultano fonoassorbenti. Nel quotidiano, però, si tende ad appoggiare il telefono sulla scrivania o su un tavolo e, in quel caso, la resa rimane accettabile. Per sentirlo suonare al meglio va comunque messo faccia in giù: lasciando lo speaker libero il volume è confrontabile con quello di iPhone 6s, mentre per la resa è un po’ più aperto ma meno caldo e incisivo. In tutti i casi il risultato è più che sufficiente per quanto mi riguarda.

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Per l’uso con gli auricolari vi è la possibilità di assegnare specifiche funzionalità ai tasti remoti, di impostare una equalizzazione e di ottimizzare il sound con Dirac HD. Quest’ultimo può essere usato con l’impostazione base, per auricolari generali o in-ear, oppure ha tutta una serie di preset per quelli Xiaomi, dove ho trovato anche gli Hybrid Pro che sto usando in questi giorni.

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Passiamo ora al reparto foto, dove troviamo un sensore da 13MP che, a seconda dei casi, può essere di manifattura Sony o Samsung con resa equivalente. Come ormai sappiamo tutti, il numero di pixel è un’indicazione quantomeno fumosa, che non ci dice affatto la resa di una fotocamera. Va considerata la qualità del sensore, dell’obiettivo (qui con apertura f/2) e dell’elaborazione software.

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L’app si presenta molto semplice e chiaramente ispirata a quella dell’iPhone. Scorrendo a destra si attivano gli effetti, a sinistra si trovano le varie modalità e le impostazioni, mentre con uno swipe dal basso verso l’alto si passa alla fotocamera frontale. Una cosa che non mi è piaciuta tanto è che queste gesture mantengono il loro orientamento anche se ruotiamo il telefono in orizzontale, quindi si dovrà fare un po’ di mente locale per adattarsi.

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Le modalità di scatto sono diverse e comprendono il panorama, il Tilt-shift, autoscatto, notte, ecc.. C’è anche una utile opzione “Prospettiva” che rileva eventuali inclinazioni con l’uso dei vari sensori e le corregge per farci ottenere foto ben allineate. Il modo manuale consente di operare su bilanciamento del bianco, tempo di esposizione, ISO e messa a fuoco, con tanto di Focus Peaking che ci suggerisce con contorni rossi quando il soggetto è ben a fuoco. Tra le impostazioni c’è tantissima roba. Possiamo attivare cose utili come “scatta quando è stabile”, oppure la scansione dei codici QR, definire il comportamento dei tasti laterali (tipo per scatto a raffica o attivazione rapida della fotocamera a schermo spento), attivare il riconoscimento dei volti mostrando anche l’età e il genere (inutile, ma divertente), l’anti-flickering 50/60Hz o auto (utile nei video sia per gli schermi che per le luci artificiali), decidere la valutazione esposimetrica (multi-zona, media ponderata al centro o misurazione punto singolo), settare contrasto, saturazione, definizione e ancora e ancora. Insomma, c’è da divertirsi, rispetto ai top di gamma più recenti mancherebbero solo il video in 4K e lo scatto in RAW, lascio a voi decidere quanto siano importanti.

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Passiamo ora a quello che conta di più: i risultati. Per essere sintetico vi dico che non è un iPhone 6s o un Galaxy S6, ma è solo leggermente al di sotto di Huawei P8, il quale vince per la presenza della stabilizzazione ottica e la possibilità di mettere a fuoco più da vicino. Demolisce senza mezzi termini gli altri smartphone nella sua fascia di prezzo, con fotografie sempre ben esposte, un AF velocissimo, ottima nitidezza, resistenza al flare, buona rapidità di avvio e cattura, colori ben calibrati ed anche un discreta resa ad alte sensibilità. Ora, questo è un aspetto in cui nessuno smartphone può fisicamente eccellere per via della dimensione del sensore, per cui si tratta solo di capire se il rumore con poca luce sia tanto o troppo, e qui siamo sulla prima. Eccovi qualche immagine scattata senza nessun impegno e senza perdermi troppo nelle varie impostazioni. Se non vedete foto particolarmente belle è solo colpa mia, che in questo periodo mi son mosso poco e non ho avuto grandi scenari da immortalare.

[TEST] Xiaomi Mi4c

Del comparto video non posso purtroppo essere altrettanto entusiasta. La qualità c’è tutta, perché alla fine sensore-obiettivo-processo sono gli stessi, i problemi sono altri. Il primo è che il fuoco continuo (CAF nelle Impostazioni) è di quelli “ballerini”, che anche stando fermi va spesso avanti e indietro. Penso che per questo motivo Xiaomi abbia lasciato come settaggio AF predefinito quello manuale al tocco, che è certamente più affidabile ma sicuramente meno comodo. Preciso che questo “limite” si avverte se volete passare da uno soggetto in primissimo piano ad uno molto lontano, perché in tutti gli altri casi l’ampissima profondità di campo – tipica degli smartphone – farà mantenere tutto a fuoco anche con una singola valutazione ad inizio ripresa. Altro aspetto fastidioso è che se si attiva l’HDR nel video (ottima cosa, in linea di principio) la fotocamera non cambia l’esposizione al variare della luminosità ambientale e, non adattandosi, potreste improvvisamente trovarvi con una scena sovra e sotto esposta. Terzo grosso inconveniente rilevato è la stabilizzazione digitale: praticamente inesistente (credo non ci sia proprio perché non ne trovo menzione nei settaggi). Quarto ed ultimo problema, ma meno rilevante, è che l’impostazione di base è su 720p e se la spostiamo su 1080p si disattiva la funzionalità moviola. Ora, giusto per smorzare un po’ i toni, va detto che se non andate a cambiare i settaggi (quindi senza HDR, con AF al tocco e lasciando la risoluzione su 720p), in linea di massima si catturano bei video, esposti correttamente e nitidi. Ma non dovete camminare o muovervi troppo, questo sì. Simpatica la funzione Time-Lapse (con intervallo definibile nelle impostazioni), anche se purtroppo non mi è capitata l’occasione adatta per testarla. In tutti i casi questa si basa sul motore fotografico, quindi non ha nessuno dei problemi rilevati in campo video (anche perché richiede naturalmente il cavalletto).

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Molto buona anche la fotocamera frontale, i cui 5MP sono tutt’altra storia rispetto quelli visti in altri smartphone dal costo analogo, Asus Zenfone 2 incluso. C’è una bella gamma dinamica, che regge anche con contrasti di luce forti, e funzionalità semplici ma efficaci come la levigazione della pelle e l’autoscatto attivabile con la voce (che funziona sempre).

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Prestazioni

Lo Snapdragon 808 è uno dei migliori processori del 2015, usato in tanti top di gamma in sostituzione del più problematico 810. Non è una sorpresa, dunque, che questo smartphone vada molto bene. È fluidissimo e veloce in ogni circostanza e coi 3GB di RAM il multitasking è godibilissimo. Non lasciatevi ingannare dal prezzo: le prestazioni dell’Mi4c sono elevatissime. Nell’uso quotidiano non scalda mai, mentre lo fa se si spinge al massimo con il gaming in 3D. Il picco massimo che ho raggiunto è di 42,8° nell’area posteriore in alto, più o meno come il Galaxy S6, ma qui si avverte di meno per via della backcover in plastica. La Adreno 418 si difende bene e sono riuscito a giocare a Dead Effect 2, Driver, Fifa 2016, Asphalt 8 e Real Racing 3 in tutta agilità. Solo con quest’ultimo ho notato un frame rate non elevatissimo in alcuni passaggi molto complessi.

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Dal punto di vista della ricezione è ottimo ed ho riscontrato anche una portata eccellente del Wi-Fi ac, che aggancia la mia rete a 5GHz dove l’iPhone 6s arranca. Velocissimo e preciso il GPS, bene il Bluetooth 4.1, sia a supporto degli indossabili che con l’abbinamento di cuffie senza fili o all’auto. Oltre all’assenza di NFC, l’unico altro limite è nel 4G, perché non supporta la banda da 800MHz utilizzata molto da Wind. Con Tim, 3 e Vodafone non ho avuto alcun problema, agganciando il segnale LTE anche al chiuso ove disponibile.

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Software

Ci sono due tipi di persone: chi ama Android Stock e chi no. Io sono sempre stato nella prima categoria, apprezzando i Nexus e gli smartphone poco modificati, come quelli di Motorola. Non mi è mai piaciuta la TouchWiz di Samsung, anche nelle ultime rivisitazioni “snellite”, e riesco ad usare quella di LG perché ha funzioni in più ma non stravolge la logica di base. Quando trovo una UI a metà, ovvero che modifica l’esperienza ma non aggiunge comodità, rimango insoddisfatto e mediamente installo anche il launcher nativo di Google per sentirmi un po’ a casa. Con Huawei ho iniziato ad aprirmi verso le UI “cinesi” e devo dire che quella di Xiaomi mi è piaciuta ancora di più.

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Ci sarebbero tantissime cose da evidenziare, tant’è che farei prima a dire cosa non mi piace che quello che mi piace, ma cercherò di identificare gli elementi principali brevemente. Intanto con la ROM multilingua (attualmente 5.12.10 con Android 5.1.1) c’è il Play Store e la tastiera di Google, anche se qualche app va installata a parte (tipo la Ricerca Vocale, YouTube ed altre). Tra quelle di sistema ne rimangono un paio dedicate al mercato cinese, che possiamo mettere in cartelle, nascondere o disinstallare a seconda dei casi e delle preferenze. Non c’è il Drawer nella MIUI, esattamente come nelle EMUI di Huawei, le quali sono piuttosto simili nel nome ed anche in alcune caratteristiche. Iniziamo dal blocco schermo, che di base propone ora e data, un eventuale testo per personalizzarlo, scorrimento per sblocco e accesso rapido per app telefono a sinistra e fotocamera a destra. Ci sono i temi, comunque, che possono cambiare un po’ le cose, ma non ne ho trovati di particolarmente entusiasmanti. Abbiamo il doppio tap per attivare lo schermo, la possibilità di sblocco con dispositivi Bluetooth conosciuti, oppure con la solita password. Ottima la possibilità di attivare lo schermo all’arrivo di notifiche, nonché la presenza di un LED a cui possiamo assegnare un colore diverso per chiamate, messaggi o notifiche.

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Le notifiche sono ben gestite, con tutta una serie di opzioni per ogni app ma qualche imprecisione. Ad esempio i banner, esteticamente molto gradevoli, non sono riuscito a farli apparire per Telegram (su Whatsapp, Messenger ed altre provate sì). Ci sono anche i badge sulle icone a livello di sistema, i quali mi sembrano essere ampiamente supportati da tutte le principali app. Inoltre da alcune notifiche possiamo rispondere in tempo reale, tipo nei messaggi, ma purtroppo non su tutte. Altra cosa ben fatta è che quando entriamo in un’app per la quale si è ricevuta una notifica e ne guardiamo il contenuto, dopo un po’ sparisce dall’elenco nel centro notifiche. Non è immediato, ma se gli si lascia il tempo di agire funziona. Qualche piccola imperfezione comunque c’è, ad esempio non funzionano le anteprime delle chat di Facebook (quasi un sollievo per la verità, visto che non le sopporto) e in alcuni casi sporadici il tocco su una notifica non apre immediatamente l’app corrispondente (ora non rammento neanche quale app fosse, per cui non è sicuramente un problema invalidante).

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Davvero molto bella la gestione della barra di stato, dove possiamo fare praticamente di tutto: la batteria si può vedere solo con icona, con la percentuale, oppure trasformarsi in una riga di 1px in cima che sarà di colore verde per la parte carica; possiamo vedere o meno il nome dell’operatore ed anche personalizzarlo (per occupare meno spazio io ho messo 3 e V per Tre e Vodafone); si può visualizzare la velocità di trasferimento dati in tempo reale; è possibile decidere di non vedere le icone delle app con notifiche e c’è la chicca che nella prima schermata della home sparisce l’orologio (perché c’è l’ora nel widget).

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Ci sarebbe tanto altro da dire visto che è la prima recensione che pubblichiamo relativa alla MIUI, ma non voglio dilungarmi troppo. Segnalo però che le impostazioni sono tante e molto chiare, anche se manca la ricerca e il non disturbare non è programmabile (lo cerco in ogni smartphone perché lo trovo molto utile). Possiamo personalizzare parzialmente la funzionalità dei tasti soft touch (ad esempio aggiungendo un comando al tocco prolungato) e in questo smartphone è stato aggiungo un sensore sul lato sinistro della scocca che attiva i “Comandi laterali”. Al momento sono due: indietro con un doppio tocco e scatto nell’app fotocamera.

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Il primo funziona una volta su tre e il secondo si attiva quando non vorresti. Esperimento fallito per quanto mi riguarda. Non perfetta anche l’implementazione dell’uso ad un mano, che per fortuna non serve essendo di dimensioni compatte. Si dovrebbe fare uno swipe sui tasti soft touch per attivarlo (stile Huawei anche qui) ma troppo spesso interpreta male. In particolare va mediamente bene se vogliamo ridurre lo schermo per usare la mano destra, mentre con la sinistra parte il multitasking almeno una volta su due. Quest’ultimo ha le semplici icone per il momento, cosa che lo rende rapidissimo ma non al passo coi tempi (vedremo poi quando arriverà Android 6 sulla MIUI 7). Pratica la ricerca in “stile Spotlight” che si attiva con uno swipe dal basso verso l’alto e che trova anche musica, contatti e video.

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La rapidissima rassegna della app inizia dalla migliore: Email. Grafica pulitissima, visualizzazione combinata, configurazione semplice per tutte le caselle, vista dell’HTML a tutto schermo, slide per cancellare o segnare come letto/non letto, conversazioni depurate da tutto mostrando solo la parte centrale del testo (stile chat), possibilità di attivare promemoria al volo. Se avete mai visto un’app di posta migliore di questa su Android fatemelo sapere, io mi fermo qui.

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Anche Calendario, Note, Orologio, Meteo, Galleria e le altre sono molto buone, con grafica chiara e funzionalità giuste. Il browser integrato è veloce ed ha anche il reflow del testo che a molti piace. Io lo odio, perché cambia il layout della pagina quando si ingrandisce e si perde il filo, quindi l’ho usato poco. Devo dire di aver apprezzato la dimensione del font di sistema “Small” (si può cambiare dalle impostazioni volendo) che fa sembrare ancora più grande questo schermo, ma risulta comunque leggibile anche per me che non sono certo un falco.

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Per l’uso del sensore infrarossi c’è l’app Mi Remote, ma come tante di provenienza cinese non trova diversi dispositivi nostrani. Per fortuna c’è Peel Smart gratuita che funziona benissimo. Non poteva mancare l’app “Sicurezza”, presente in diverse forme in tutti gli smartphone orientali. Questa qui, però, non è invadente e può risultare utile. Verifica che le impostazioni di sistema siano sicure, libera la cache e la memoria, controlla la presenza di virus, effettua il monitoraggio dei dati scambiati su rete mobile, contiene una blacklist per messaggi e chiamate, include la gestione dei permessi o delle app in avvio automatico, nonché tutta la gestione avanzata per la batteria.

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Batteria

Non è sostituibile. Questo è l’unico aspetto che, per alcuni utenti (credo pochi), si potrebbe rivelare negativo. Tuttavia con lo schermo da 5“, una CPU non troppo vorace ed una capacità di 3080mAh, arrivare a sera è una passeggiata. Con il mio uso intensivo, due SIM attive, notifiche PUSH su tre email, tante app in background, messaggistica a gogò, navigazione, foto, schermo spesso acceso, uso di dati, Wi-Fi/Bluetooth sempre attivi, display all’80% con sensore auto, ecc.. l’ho sempre messo in ricarica con ancora un buon 20% residuo. Solo mentre scrivevo questa recensione sono arrivato al di sotto già alle 17, ma è stato un caso isolato visto che l’ho dovuto avere quasi sempre attivo per fare gli screenshot, verificare alcuni passaggi, ripassare i benchmark, i giochi, fotocamera, ecc.. Era da tanto che un terminale così potente, completo, sottile e leggero non mi dava questa soddisfazione per la batteria. Non è ”eterna“ come su alcuni 5,5”, ma non sarà mai un problema. Inoltre supporta il Quick Charge 2.0 e si ricarica molto rapidamente nei rari casi in cui dovesse essere necessario.

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Tra le opzioni di risparmio energetico c’è quella per creare dei propri profili (decidendo cosa deve essere attivo e cosa no per singolo servizio, la luminosità dello schermo, ecc..), nonché la possibilità di programmare il cambio per fascia oraria o in base alla percentuale di carica. Volendo si può anche far spegnere e riaccendere automaticamente lo smartphone ad un dato orario. Tuttavia devo dire che il passaggio da una modalità all’altra non è sempre preciso, infatti mi è capitato che rimanesse nella modalità risparmio anche dopo aver superato la soglia di carica impostata. Ricordo che comunque è un terminale giovane, infatti già da quando l'ho testato io rispetto alle recensioni che avevo visto nel mese scorso, è tutto un altro smartphone. E può solo migliorare.

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Conclusione

Con lo Xiaomi Mi4c ero partito col piede sbagliato, con quello di chi voleva la pappa pronta. Se rientrate in questa categoria onestamente ve lo sconsiglio, perché è facile che vi arrivi col firmware da sistemare e ci si debba smanettare un po’. Però ora avete anche la mia guida per eseguire il tutto da Mac, impiegando un’ora al massimo. Se siete disposti a spendere questo piccolissimo tempo, allora vi troverete con uno smartphone incredibilmente soddisfacente. Non è solo l’hardware a brillare, ma anche l’esperienza d’uso. Ovvio che deve piacere la MIUI 7, altrimenti è proprio inutile stare a parlarne, però tra i suoi lati positivi vi è certamente anche l’ergonomia. Di solito tendo a preferire smartphone Android “grandi” perché ho già l’iPhone 6s quando mi serve comodità, ma questo Mi4c riesce ad unire un display più generoso (non di tanto ma si vede, e si sfrutta tutto non avendo tasti a schermo) con una scocca di pari dimensioni e peso inferiore. Sarà anche banale plastica, ma non avrete mai la sensazione di un prodotto scadente. È robustissimo e ben assemblato, senza cedimenti e piacevole persino da toccare. Prestazioni ottime, batteria sopra la media, schermo molto buono, audio positivo, fotocamere molto buone e, più in generale, un rapporto qualità/prezzo superlativo. Tra i lati negativi ci metto senza dubbio il comparto video, che necessita di miglioramenti lato software, mentre non mi strappo i capelli per l’assenza della microSD, perché il modello da 32GB costa pochissimo ed è comunque consigliabile visto che monta anche 3GB di RAM. Onestamente stento quasi a credere di averlo pagato meno di 250€ su GearBest, per giunta anche senza costi di dogana. Ho scelto il metodo “Expedited Shipping” per 10€ aggiuntivi ed è stato consegnato in 5gg esatti dal momento della spedizione, che però è avvenuta dopo 4gg dall’ordine. Alcuni mi chiedono perché sto provando “smartphone cinesi” ed effettivamente non sempre ne vale la pena, ma con prodotti come Xiaomi Mi4c non si può rimanere indifferenti: un piccolo e completo top di gamma al prezzo di un entry-level.

PRO
+ Dimensioni compatte e leggere
+ Ottima costruzione ed ergonomia
+ Estetica più che gradevole (ispirata ad iPhone 5c)
+ Prestazioni ottime anche sotto stress
+ Schermo godibile e di qualità elevata
+ Tasti soft touch con retroilluminazione sempre attiva
+ Vibrazione a bassa frequenza
+ Ottima ricezione, buon audio in chiamata (anche in vivavoce)
+ Dual SIM, entrambe con LTE
+ Fotocamera eccellente per la fascia di prezzo, ma buona a prescindere
+ Fotocamera frontale sopra la media
+ LED di notifica multi colore e programmabile
+ Sensore infrarossi
+ Batteria di lunga durata e con tante opzioni di risparmio
+ Ricarica QuickCharge 2.0
+ Wi-Fi 802.11ac veloce, stabile e a doppia banda
+ MIUI 7 ricca di funzionalità utili
+ Prezzo molto vantaggioso

CONTRO
- Resa video da migliorare lato software
- La memoria non è espandibile con microSD
- Manca NFC
- Manca la banda LTE da 800MHz

DA CONSIDERARE
| Sconsigliato a chi non vuole sentir parlare di root, bootloader, ecc..
| Mancano gli auricolari, ma visto il prezzo non ci si può lamentare