In questi giorni si sta consumando un altro atto della causa principale tra Apple e Samsung che riguarda, tra le altre cose, il brevetto sul pinch-to-zoom. Dopo la sconfitta anche in appello, Samsung aveva richiesto un riesame en banc (quindi con una pronuncia in composizione completa) alla Corte di Appello Federale, che il mese scorso ha rigettato l'istanza. Il passo successivo sarebbe il ricorso alla Corte Suprema. Tuttavia le due società hanno presentato alla Corte Distrettuale della California una dichiarazione congiunta in cui affermano di essersi accordate per le modalità di pagamento della somma di 548 milioni di dollari confermata nella sentenza di appello. Apple dovrà emettere la fattura dell'importo del risarcimento e Samsung pagherà entro il 14 dicembre.

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Anche se la casa coreana non sembra intenzionata ad adire la Corte Suprema, si è comunque riservata l'opportunità di riottenere la somma che verserà alla casa di Cupertino. Infatti, secondo quanto riportato da Foss Patents, nell'accordo sarebbe stata inserita una clausola che darebbe la possibilità a Samsung di richiedere il rimborso del risarcimento in caso di revisione totale o parziale del giudicato, anche a seguito di procedure dinanzi allo United States Patent and Trademark Office (l'ufficio amministrativo statunitense che si occupa della registrazione dei marchi e dei brevetti). Apple, da parte sua, nell'atto depositato alla Corte Distrettuale ha contestato tali diritti riservatesi da Samsung. La questione quindi sembra tutt'altro che completamente chiusa. L'unico dato certo è che dopo anni di battaglie legali tra pochi giorni a Cupertino riceveranno il primo vero risarcimento da parte di Samsung.