Era gennaio del 2014 quando annunciavamo la vendita di Motorola Mobility alla cinese Lenovo. Era stata di Google per qualche anno, ma questa era interessata principalmente ai suoi brevetti e non ha mai dato seguito all'idea di una linea Nexus esclusivamente prodotta in casa. Strano, onestamente. D'accordo che non è quello il loro business, ma vista la dimensione dell'odierna Alphabet, avere delle eccellenze a portata di mano per fare tutto in casa e non dipendere da LG, Huawei o chi per loro, sembrava piuttosto sensato. E invece no, hanno ceduto tutto il pacchetto smartphone a Lenovo, che si è così creata un lasciapassare diretto per gli Stati Uniti e il vecchio continente. Motorola ha sempre mantenuto una propria identità separata, sia a livello di immagine che di contenuti e progettazione, ma questo storico marchio è arrivato al capolinea. Così come è accaduto con Nokia, di cui è rimasto solo il nome Lumia dopo alcuni passaggi di mano (parlo della divisione mobile, ovviamente), anche di Motorola (prima azienda a produrre un telefono cellulare) rimarrà solo il brand più commerciale.

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In ottica di riassetto della propria lineup, Lenovo ha infatti deciso che i suoi prossimi smartphone saranno Moto o Vibe, attualmente piuttosto distanti in termini di design e contenuti, caratteristica che verrà ovviamente mantenuta. Così come sarà mantenuta l'indipendenza di "Motorola Mobility" ed il classico logo M su ogni prodotto. In sostanza le informazioni diramate dall'azienda e riportate da CNET mirano a rassicurare il mercato e l'utenza, proponendo un passaggio trasparente ed indolore. Forse sarà davvero così, magari cambierà solo il nome sulla scatola, ma è l'ulteriore sintomo di un'epoca che siamo ormai messi alle spalle. Dopo Nokia e Motorola manca solo l'addio di BlackBerry (che è già più di là che di qua) e dei principali nomi del vecchio mondo dei cellulari rimarrà solo il ricordo.