Ammetto che questo è stato il rumor qui più sottovalutato, in contrasto con l'enorme cassa di risonanza che ha avuto. Tante fonti a riportare più o meno la medesima versione e, cosa davvero curiosa trattandosi solo di indiscrezioni, già una petizione attiva con oltre 200.000 firmatari per cercare di fermare Apple. Strambe iniziative a parte, che difficilmente convinceranno Cook a fermarsi, l'indipendenza dal jack cuffie nell'iPhone 7 (o quale sarà il nome definitivo) sembra acquistare sempre più credibilità, soprattutto ora che pure il re dei leak nel mondo della Mela, Mark Gurman, l'ha reiterata.

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Si tratterebbe di una scelta dolorosa, dato che comporterebbe alla rinuncia a uno standard cui il mondo si è abituato da svariati decenni, dalla presenza quasi ubiqua. Chiunque dispone di almeno un paio di auricolari col connettore da 3,5 mm, pertanto avvierebbe eventualmente una transizione di portata oserei dire colossale qualora dall'iPhone si estendesse anche agli altri produttori (cosa più che probabile). Si tratta però di una tecnologia con basi analogiche, di fatto adattatasi all'interno di un mondo sempre più digitale; l'adozione di soli collegamenti numerici, cablati o senza fili, può consentire di aumentare ulteriormente la qualità sonora. Benefici tecnici che si traducono in benefici commerciali, opportunità che ha sempre stuzzicato Apple nel tempo. Già in altre occasioni a Cupertino non si sono posti troppi problemi nel dare il benservito a componenti ritenuti di vecchia concezione, spesso a ragione (e non per forza subito), dando priorità ad altri più nuovi, nel caso specifico Bluetooth e Lightning. La rimozione del jack farebbe peraltro felici Jonathan Ive e il suo team, potendo così limare in fase di design almeno un altro mm di spessore dal futuro iPhone.

Ammettendo nel gioco dei rumor la dipartita, cosa deciderà di fare Apple coi prodotti che ne sarebbero più affetti, ovvero cuffie ed auricolari? Sul piano dei produttori di terze parti, è tutto molto più facile: le cuffie wireless in commercio sono svariate e per quanto non diffusissime esistono anche paia cablate con Lightning. Proprio essa diventerebbe la connessione scelta per le EarPods incluse nella confezione, lasciando alla controllata Beats il compito più ambizioso, un nuovo modello di auricolari privo di fili a fare da ulteriore traino nelle vendite. Si tratterebbe dei primi sviluppati interamente post-acquisizione (la gamma attuale è tutta figlia del periodo indipendente di Beats, a parte piccoli rimaneggiamenti). Gurman non snocciola dettagli sul design, al di là di vari inserti per adattarli ai condotti uditivi di qualsiasi utente, mentre lo fa sul piano più tecnico: sarebbero presenti microfoni dotati di sistema di cancellazione del rumore di fondo, mentre l'assenza di opzioni per il collegamento cablato sarebbe totale. Gli auricolari potranno essere utilizzati solo con le loro batterie integrate, e ad autonomia esaurita (sotto le 4 ore, secondo le fonti di Mark) si dovranno riporre nel loro case che fungerà anche da base di ricarica.

Dettagli interessanti, che solleticheranno molti utenti Apple ma probabilmente non ridurranno le preoccupazioni di chi si oppone a questo cambio. Come ho scritto nelle prime righe dell'articolo, è difficile che l'azienda ritorni sui suoi passi, se la decisione è stata presa. Maggiore beneficio del dubbio Gurman lo dà invece proprio nell'aspetto del prossimo iPhone: non sarebbe ancora stato reso definitivo e si starebbero provando tre versioni, di cui una sostanzialmente prosecuzione del 6s e un'altra nuova con dimensioni più sottili, effetto già discusso del commiato al jack cuffie. Mancano comunque tanti mesi e ne sentiremo di ogni, pertanto non rimane che attendere.