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Apple Watch è stato il dispositivo di Cupertino più discusso sin dalla sua presentazione: per molti non è stato così rivoluzionario come ci si poteva aspettare dall'azienda, per altri la vocazione modaiola è totalmente in contrasto col DNA della mela. Del resto, anche il lancio del dispositivo, affidato ad Angela Ahrendts, è stato controverso, tanto che la dirigente ha dovuto rassicurare i dipendenti che i lanci dei nuovi prodotti sarebbero avvenuti secondo i canoni tradizionali. A mio avviso, Apple Watch non rivoluziona la vita quotidiana, ma, se usato con giudizio, la migliora. Nonostante Apple abbia dichiarato sin dall'inizio di non voler assolutamente rendere pubblica la quantità di Apple Watch venduti, inserendo il dispositivo nella voce di bilancio "Altri prodotti" assieme ad Apple TV ed agli accessori quali Airport e Time Capsule, secondo l'analista di Asymco Horace Dediu nei primi 12 mesi di commercializzazione ne saranno venduti all'incirca 21 milioni di pezzi, con un ricavo totale per le casse di Cupertino pari ad 8 miliardi di dollari. Anche considerando il fatto che Apple Watch abbia già venduto di più rispetto alla restante parte di mercato, costituita per lo più dagli indossabili Android Wear,  i numeri da capogiro non sarebbero stati quelli previsti da Cupertino che, secondo il Digitimes, avrebbe abbandonato l'idea di affiancare a Foxxcon un'altra fabbrica per l'assemblaggio. Ad ogni modo, bisogna considerare anche il calo fisiologico che ogni dispositivo di Apple ha verso la fine del primo anno di commercializzazione: infatti, sono diversi i rumor che prevedono il lancio della seconda generazione del dispositivo per settembre assieme alla nuova generazione di iPhone e che dovrebbe entrare in produzione già nei prossimi mesi.