Il tema della protezione dei dati personali degli utenti bilanciato all'esigenza di sicurezza diventa sempre più dibattuto, sia nella sfera politica europea che d'oltreoceano. Gli attentati che hanno interessato Parigi lo scorso novembre e le continue minacce alla sicurezza del "mondo occidentale" hanno esponenzialmente accresciuto la volontà dei governi di possedere dei sistemi per monitorare le comunicazioni tramite internet. Per backdoor si intende lo sviluppo di mezzi di comunicazione con un "falla" intrinseca accessibile, in questo caso, dagli organi di controllo e polizia. Grazie a questa "chiave" le autorità saranno in grado di accedere, nel caso di esigenze investigative, alle corrispondenza scambiata attraverso tali strumenti, eludendo password o codici impostati dagli utenti.

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Come riporta 9to5mac, una nuova proposta di legge proveniente dagli USA chiede appunto la creazioni di metodi che consentano alle agenzie governative di forzare l'accesso a dispositivi criptati. Nello specifico il disegno prevede che

qualsiasi smartphone fabbricato dopo il 1 gennaio 2016 venduto nello stato di New York deve poter essere decriptato o sbloccato dal produttore o fornitore del sistema operativo

la sanzione per il mancato rispetto della disposizione consisterebbe in una multa di ben $2.500 per device venduto. La proposta presentata nello stato di New York ora deve afforntare l'iter del sistema politico degli USA. Spetterà dunque alle assemblee statali la decisione sull'approvazione. Per ciò che riquadra la posizione di Apple sul tema, Tim Cook si è sempre espresso duramente sull'idea di sistemi di backdoor o simili. La casa di Cupertino ha più volte negato l'accesso alle autorità giudiziarie ai device degli utenti, spiegando che i metodi utilizzati al momento non permettono al produttore di decriptare un dispositivo protetto da password. Lo stesso CEO la scorsa settimana ha incontrato Obama e altri dirigenti di aziende della Silicon Valley per discutere dell'uso della tecnologia nella lotta al terrorismo. Tim Cook ha spiegato che non c'è nessuna garanzia che tale chiave di accesso non finisca in mani sbagliate e comprometta la sicurezza di tutti, sollecitando quindi lo stesso governo ad adottare delle politiche di contrasto ai sistemi backdoor.